Tutto quello che ho imparato sui tatuaggi, tatuandomi #lacura2

Prima o poi smetterò di fare e pianificare nuovi tatuaggi. Non oggi e nemmeno domani ma succederà. Credo. 

Quello che non smetterò mai di fare invece è di prendermi cura di quelli che ho già (attualmente 5. Se andate curiosando sul mio profilo Instagram li scovate tutti).  

Mesi fa vi ho raccontato la mia esperienza con la  Tattoo Defender [After Ink]. Quando a Gennaio mi sono nuovamente tatuata però ho seguito il consiglio di tanti, tantissimi e ho deciso di usare il Burro di Karitè per curare il tatuaggio. Come sarà andata questa mia esperienza tutta rigorosamente bio? Sarò riuscita nel mio intento? Scopriamolo assieme



Iniziamo da un fatto: trovare un burro di karitè bio e puro al 100% non è così facile, soprattutto se vivi in una città di provincia meridionale. Alla fine però ho trovato questo di Green & Beauty che faceva esattamente al mio caso: nessuna profumazione aggiunta e puro come lo desideravo. 

Certo, ho rinunciato alla parte "sensoriale" della crema. Ma dovendo curare una ferita - ripetiamo assieme: il tatuaggio è una ferita- non ho voluto rischiare in alcun modo. 

Per cui ho usato questo burro- che si presenta solido e biancastro e che si scioglie con il calore anche solo delle mani- applicandolo generosamente. Inizialmente molto più di due volte al giorno: vuoi per la grandezza del nuovo tatuaggio, vuoi per la sua posizione- sul bicipite, mi è capitato spesso di sentire un leggero prurito durante la giornata e di avere bisogno di ripetere l'applicazione. 

Passate tre settimane le piccole crosticine/pellicine erano più o meno ancora tutte lì, il prurito era quasi del tutto sparito ma io sentivo ancora le linee in basso rilievo. E il burro di karitè era finito. Confesso: ho deciso di affidarmi alla chimica tradizionale e ho comprato un Tattoo Defender After Ink tradizionale.  Una settimana di utilizzo e addio ad ogni crosticina e prurito e all'effetto "bassorilievo". 

Forse era solo questione di tempo e avrei ottenuto lo stesso risultato con il burro di karitè? Forse. Ma ho voluto tenermi sul sicuro per non ritrovarmi con un tatuaggio guarito male. 

Questo vuol dire che adesso vi dirò che la storia del Burro di Karitè sia una favola? O che la sintesi è la sola soluzione? Nè uno nè l'altra: invertirò l'ordine cronologico di utilizzo, ecco.  

Al mio prossimo tatuaggio userò nelle settimane subito successive l'After Ink tradizionale per poi  passare a un prodotto tutto bio.    

Perché alla fine la morale è sempre quella fai merenda con girella:  bio e prodotti di sintesi possono e devono convivere nel mondo di tutte noi. Anche quando si parla di tatuaggi. 

E voi tatuate o no, che prodotti usate per curare la vostra pelle con cicatrici?? 

4 commenti:

  1. Con la tattoo defender mi sono trovata da dio per la guarigione di un tatuaggio di grosse dimensioni, non ha spurgato non ha perso colore e brillantezza, guarito in una settimana perfettamente.
    a d o r o

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    1. Però hai tempi di guarigione super! A me i grandi ci hanno messo sempre un mesetto per guarire del tutto. Che poi vogliamo parlare dello spurgo e del fatto che nessuno telo dice mai e lo scopri terrorizzata al primo tatuaggio?? :D

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  2. Per me dipende molto da tatuaggio a tatuaggio. La tatuatrice da cui vado a lugano ha un tratto estremamente delicato e praticamente non sento quasi necessità di crema, la metto perché so che devo cicatrizzare..con gli ultimi due ho usato il burro di karité di Eterea e mi è bastato :)

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    1. In parte è vero: il mio mantra, che è piccino picciò, tipo il tuo breathe è praticamente guarito da solo in 3 giorni. Questo ultimo fatto è bello grosso, pieno di dettagli e dal tratto decisamente più forte.
      E' sempre, sempre, sempre questione di buon senso ed equilibrio:)

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