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Il bollettino di Hermosa

A lungo ho lasciato che la mia casella di posta elettronica fosse intasata da newsletter che non leggevo e non mi interessavano. Mi arrivavano mail sui temi più vari- dal giardinaggio al bricolage passando per il punto a croce e il cucito senza dimenticare le mille diverse ricette: alla fine era come non riceverne nessuna. 

Poi c'è stato un pomeriggio in cui ho ferocemente ridotto, cancellando la mia iscrizione a un buon 90% delle newsletter. Da allora non mi perdo più nessuno sconto (prima giuro che mi era successo) e leggo tutte le newsletter che ricevo. 

E mi pare cosa buona e giusta condividerle con voi. 

 (certo che leggo in questa mise, che domande) 
  
Link Molto Belli : come da nome, un insieme di link molto belli, divertenti e interessanti. La rete è una miniera di meraviglie e questa mail aiuta a non perdersi chicche che potrebbero rimanere ingiustamente oscure.  

Il Venerdì di [mini] marketing : il mondo del marketing è molto più di quanto si crede e capirne meccanismi e effetti è mai come ora utile. Qui trovate un po' di cose comprensibili anche a non addetti ai lavori (come me) e spunti di riflessione e nuova consapevolezza interessanti. 

La newsletter di Domitilla Ferrari: sì, l'autodefinirsi "newsletter bellissima" indispone un po', condivido. Però è davvero una lettura piacevole. Più di una volta i suoi consigli di lettura e i link consigliati mi sono piaciuti. Mi piace la sua leggerezza e il tono che è proprio quello di un caffè con un'amica. 



The New Yorker: non credo abbia bisogno di presentazioni. Per me è utile a tenere allenato il mio inglese e a vedere il mondo da un punti di vista diverso

The Newsette : giuro, non so come ci sono arrivata ad iscrivermi. E' un po' power women, un po' cosmopolitan e un po' la quote of the day. Oh, a me piace assai.

The Buddha Doodles: immagini meravigliose, come quella del post di ieri, periodicamente nella vostra posta. Mi riconciliano con il mondo, mi ricordano di prendere fiato e mi strappano un sorriso. Mai come in questo momento, un servizio necessario.  

Eccole qui, le sei newsletter che leggo: anche voi eravate come me assediate? Abbiamo qualche lettura in comune? Ne avete da consigliare? Smetto con le domande e me ne torno a leggere??   


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Ti conosco mascherina #1

Da ormai molti anni la domenica è il mio giorno di "spa at home" con tutti gli annessi e connessi che vi possono venire in mente. Non so perchè l'idea di raccontarvi l'esito della mia maschera settimanale mi sia venuta dopo solo 9 anni di blog, ma tant'è: inauguriamo, con incredibile tempismo, la rubrica "Ti conosco mascherina".





La maschera di cui parliamo oggi è la Herborist T'ai Chi Mask. C'è stato un periodo in cui spopolava, soprattutto grazie alla sua confezione che, ammettiamolo pure senza remore, è una delle più belle mai viste per una maschera viso. 

Dai, come si fa a non voler un po' bene a un prodotto che si presenta così ? Io lo trovo incantevole. 





Va detto che è tanto bella quanto scomoda: 290 ml sono un barattolone ingombrante con un rischio di pasticciamento elevatissimo. Insomma questa confezione, per quanto meravigliosa, io non l'avrei presa. Ho però acquistato uno di quei kit scoperta da Sephora che conteneva le due travel size delle due maschere. 

Quindi, assodata la sua incredibile bellezza e scomodità, vediamo cosa promette: 

Trattamento 2 in 1: una maschera nera per purificare e una maschera bianca cremosa per rivelare la luminosità della pelle. Questo trattamento straordinario regalerà al tuo viso un'esperienza nuova e indimenticabile. 

La maschera nera è un efficace detergente, in grado di rimuovere dalla superficie cutanea le impurità, come i residui di make-up e le cellule morte, e di pulire i pori in profondità. Permette di ottenere una pelle detersa e pulita e una sensazione di freschezza. È composta principalmente da peonia rossa (pianta nota nella tradizione cinese per le sue proprietà purificanti). La maschera bianca lenisce la pelle, lasciandola morbida e aiutandola a ritrovare la sua luminosità. Apporta alla pelle degli agenti nutrienti per renderla radiosa. Forma uno strato protettivo ed è composta principalmente da peonia bianca (Paoenia Lactiflora), che esalta la luminosità dell'incarnato.  

Personalmente non ho riscontrato grande differenza nella consistenza e profumazione delle due maschere. Nessuna delle due secca- nemmeno la nera, che terrete su poco- e non hanno particolare profumo. Alla fine del doppio passaggio la pelle però è davvero più luminosa e la grana appare più compatta. Ma la sensazione che siano praticamente lo stesso prodotto in due colorazioni diverse mi è venuta spesso. E non posso dire di aver riscontrato un effetto wow pari alla bellezza della confezione. Anzi, nemmeno la sua metà. 

Tra questo trattamento combinato e molte maschere "basiche" non ho visto grandi differenze: sono quindi stata felicissima di aver preso il kit di prova, che mi ha evitato un acquisto fondamentalmente inutile. 

Siamo di fronte al caso opposto della crema di lunedì: qui la parte di esperienza e godimento è fortemente presente ma manca la funzionalità ed efficacia.  

La ricerca continua e devo dirvi che non mi dispiace: amo continuare questo viaggio, per me è un divertimento e non vorrei mai doverci rinunciare. 

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La ricomprerei: no

La consiglierei: no

La regalerei: no




*vi piace questa immagine? Venerdì ne parliamo meglio.

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Questione di feeling

Incredibilmente, oggi scrivo un post che non è di chiacchiere, non è lifestyle, non è una lista. Oggi scrivo una recensione vera e propria. Un ritorno alle origini ogni tanto ci sta, dai. 

E dunque: una delle tendenza degli ultimi anni è stata quella dei prodotti anti-inquinamento. E qui qualcuna ingenuamente potrebbe pensare "Ma và, che bello! Prodotti a basso impatto ambientale, rispettosi in tutta la filiera, con ingredienti trattati in sicurezza". Ehm, no. 

Al momento l'industria cosmetica- come gran parte del resto delle industrie- si preoccupa molto più di proteggerci dai danni dell'ambiente che di non danneggiare l'ambiente stesso. Siamo furbissimi, eh?  





Ma lasciamo il momento polemica alle nostre spalle e torniamo ad occuparci della recensione. 

Oggi vi parlo della crema viso che mi ha tenuto compagnia da metà settembre ad oggi il Balsamo anti inquinamento idratazione intensa della Collistar 




Prima di ogni cosa, vediamo cosa ci dice di lei la signora Collistar: 

Una crema pluri-attiva che difende da inquinamento e radiazioni luminose, rigenera e rivitalizza i tessuti cutanei, idrata la pelle fino a 72 ore. La sua formula sfrutta il potere di Idro-Attiva® Complex e dell'estratto di Peonia Italiana, uniti a un principio detossinante e all'estratto di Cacao che difende dai danni della luce blu. Nel cuore del prodotto anche microsfere di jojoba che si sciolgono liberando vitamina E. Così protetta e ricaricata di energia, la pelle diventa più vitale, tonica e levigata. Per tutti i tipi di pelle, anche sensibili.


Devo dire che la foto ufficiale ha il raro merito di rendere perfettamente la composizione della crema dal vivo: molto soffice, dal bianco quasi accecante e con dei- per il mio animo 15enne- divertentissimi granuli rosati. Sebbene contenga estratto di peonia è pressochè priva di profumazione a parte quella consueta di crema e pulito. All'applicazione le microsfere si percepiscono leggermente per i primi 10 secondi a dire tanto, poi si fondono. 

Per me usare questa crema è stato un esperimento sotto ogni punto di vista: preferisco texture più leggere, trovo che la dicitura "anti-inquinamento" sia fuffa pura o quasi, non avevo mai usato skincare Collistar. Insomma, un test in condizioni estreme. 

L'ho usata anche di sera: lo so che ha un filtro solare e che di notte sole non ne prendo ma ho pigramente voluto semplificarmi la vita e avere un solo prodotto. Non sono sicura di aver fatto bene, sia chiaro. Ma so come la mia pelle ha vissuto questi mesi: bene. 

Questo balsamo idratante ha fatto per me esattamente quello che prometteva: idratato in profondità, illuminato, protetto. Anche divertito, con quelle sue palline rosate. Adesso che siamo a metà Aprile inizio a sentirlo leggermente troppo pesante come texture ma sta anche finendo: per quando le temperature saranno definitivamente cambiate e usciremo di nuovo di casa (notato tutte l'ironia di stare usando una crema anti-inquinamento mentre sono in quarantena??) lui sarà finito e io passerò, senza sprechi!!- a una skincare estiva. 

Insomma, prova superata? Ahimè, no. Perché c'è una componente fondamentale nel suo utilizzo che mi è mancata moltissimo: la parte "emotiva". Collistar resta per me un brand che mi lascia tiepida e tutta la parte di soddisfazione sensoriale è per me del tutto assente.



Avete presente di cosa parlo: la gioia della confezione, quell'auto indulgere nel momento, il godere del profumo e del l'esperienza in sè, ancora prima dei suoi risultati. Questi aspetti per me sono sempre stati importanti. Adesso che compro una crema ogni sei mesi, se non di più, sono essenziali e fondamentali. Per cui no, non la ricomprerò nonostante tutto il bene che posso dirne.

Perché puoi togliere l'acquisto compulsivo da una passione. Ma mai  la passione dall'acquisto. 


Lo ricomprerei: no, ma non per mancanza di meriti

Lo consiglierei: sì, se il brand vi piace

Lo regalerei: sì, se sicura della passione per il brand  
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Un rossetto al giorno

Non potevo non ricominciare che parlando di loro, la grande passione, i protagonisti dell'apostrofo rosa e una delle ragioni principali della mia passione cosmetica. 

Sì, esatto, proprio lui,  sua maestà illustrissima, imperatore di ogni regno, protettore di tutti i reami, primo del suo nome in ogni universo noto e ancora da scoprire: il rossetto



Durante questa lunga quarantena, come tanti, mi sono data alle "grandi sistemazioni". Ne verranno fuori altri post, partiamo da quello meno traumatico.

Una si aspetterebbe altrimenti e invece, complice l'abbandono ormai da anni dell'acquisto compulsivo e un paio di stagioni alla Marie Kondo* il mio stash cosmetico è già al mio essenziale (quel mio fa una bella differenza, lo so). Sono arrivata alla quarantena quasi senza cosmetici da eliminare o davvero inutilizzabili *momento orgoglio*.




Però mi sono detta che questa era l'occasione giusta per eliminare i colori improbabili, le texture che odio troppo e insomma darmi il tempo per capire cosa davvero preferisco. Così ho aperto i cassetti della mia bella Alex - ma ve lo ricordate quando nessuna Beauty Blogger poteva dirsi tale senza averne almeno una? - e ho deciso di provarne un rossetto al giorno, partendo dai più improbabili e dimenticati. Tanto al massimo mi vedevano sfocata nella call di lavoro e potevo dare la colpa alla cattiva connessione.

io durante ogni santa call


E' passato più di un mese e cosa è successo? Ho eliminato davvero pochissimo, segno evidente di una buona gestione dei miei acquisti negli ultimi anni. Ho preso atto che, a parte 3 rossetti della linea Macarons de L'Oreal (comprati perchè presi il kit con tutte le referenza in offerta), ho solo colori che per lo meno non mi stanno male. E che sì, ho decisamente molti rossetti che si differenziano tra di loro per impercettibili punte di rosso o blu ma non ho intenzione di separarmene e ne sosterrò sempre l'evidente differenza cromatica.

Insomma, la mia armata di rossetti è bella e armonica e ne sono fiera.  



Dove ho notato però una netta predilezione, che mi sarà compagna nei futuri acquisti, è sulle texture. Confermato l'odio per i gloss: per quanto ne ami l'effetto non riesco a tollerare quell'appiccicaticcio tipico. Confermato l'amore per i rossetti tradizionali, dalla consistenza burrosa e piena che coccolano le labbra. 

Ma la consistenza che più amo, per combinato disposto di resa e comfort, è quella dei lunga durata di ultima generazione. Parlo dei L'Oreal Chocolats e Macarons, gli Huda o i Velvet, i Super Stay Matt Ink: insomma tutti quei rossetti che metti su e non lasceranno sbavature su nulla, ma proprio nulla. E che maledirai allo struccaggio. 

Ma io ormai non sono più disponibile a lasciare sbavature in giro. A meno che non siano fortemente volute. 





    


*applico il metodo Kondo alla mia maniera. Lei mi rinnegherebbe, ma per me funziona. Manco ve lo chiedo se volete il post, tanto lo faccio lo stesso.   
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Aperto tutta la notte

Dice "non bastava la quarantena, mò ti ci metti pure tu". Ebbene sì. 



E non avete torto. Posso promettere la saltuarietà di sempre, i buoni propositi, molti slanci vitali sopiti e poi riaccesi, le troppe parole e le foto fatte malissimo.



Aggiungiamoci le passioni ormai storiche e altre nuove, una consolidata, affermata incapacità nel bricolage e nel mettere l'eye-liner. 

Non garantisco sull' ottimismo cieco e ottuso, sull'incapacità di analisi critica, sul mio essere informata sull'ultima novità sensazionale (anzi questo diciamolo subito: no, non lo sono quasi mai). 



Ma ora e oggi più che mai mi andava di nuovo di parlare con voi: del mio smaltimento cosmetico, della razionalizzazione dei miei trucchi, della ricetta del pane e del mio allenamento. Dei libri magnifici che ho letto, delle mie unghie che si sfaldano e per le quali non trovo rimedio, dei  miei capelli che implorano un parrucchiere e del fatto che devo comprare un epilatore e non so quale.  


Quelle di voi che sono qui da tanto se lo ricorderanno: ho spesso definito questo nostro angolo un "bar del trucco". Ecco, ora che quelli fisici sono chiusi, mi è sembrato il momento  migliore per riaprire questo. 

Come sempre: accomodatevi, che facciamo due chiacchiere.   



*il titolo è un chiaro omaggio... colto a cosa? 

** le immagini sono totalmente casuali: le ho scelte perchè mi fanno sorridere e rasserenano. E oggi serve assai. 
  

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