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Un tuffo tra i miei libri- 2024

L'ultimo post pubblico sul tema risale al 2019. 

Ma la tradizione dell'elenco di letture estive è continuata, sotto banco e via mail con la mia personalissima Virgilio delle letture (sì Paola, sì, parlo di te). 

Quindi eccoci qua, di nuovo pubblici per l'estate 2024:mettetevi comode, è lungo e velleitario -e sarà disatteso- come ogni elenco che si rispetti.   

  


Le " regole" restano le stesse di sempre: il diritto di leggere altro rispetto al preventivato, quello di abbandonare, quello di saltare le pagine. Insomma, Pennac qui regna sovrano. 


Libri in Versione Originale  

L'election interdite: itinèraire de Joséphine Pencalet, ouvrière bretonne di Fanny Bugnon 


Nel 1925 candidarsi, ed essere eletta, quando nemmeno era previsto cche le donne potessero votare. Bisogna essere visionare forti anche solo per pensarlo. Impossibile non essere curiosa.

Indipendencia (Terra Alta 2) - Javier Cercas


Serie noir, polizieschi, misteri da risolvere: l'estate è gialla. Il primo di questa serie mi è piaciuto (oddio, ora ricordo poco altro eh) e Cercas è una garanzia. E' ora di tornare a passare un po' di tempo con Melchor Marín. 

Supper Club- Lara Williams


La storia di un collettivo di donne stanche di sentirsi dire che devono parlare meno, mangiare meno, costare meno, essere meno. O è geniale o è fuffa. Posso scoprirlo solo leggendolo.  

I nuovi amori

Le indagini del vicequestore Vanina Guarrasi- Cristina Cassar Scalia


Ho letto per ora i primi due della serie: bellissimo ritmo, una Sicilia leggermente stereotipata ma non troppo, una serie di personaggi secondari e co-protagonisti ben immaginata e descritta. Mi rifiuto di dire che è Montalbano al femminile e a Catania. Però... 

Eredi Piedivico e famiglia- Andrea Vitali


Vitali per anni ha segnato l'inizio dell'estate, con uno dei suoi romanzi godibilissimi. Non ha fatto eccezione il 2024, a inizio mese ho letto il suo racconto "Addio Bocce". Ma ci vuole un Vitali intero perchè sia davvero soddisfatta, ecco.  

I Classici Gran Riserva

Due riletture, ossia La coscienza di Zeno e Il Barone Rampante e il tentativo di colmare una colpevole lacuna ossia 1984



I nuovi territori inesplorati


Il funerale di Zia Stana- Slađana Nina Perković


Stando alla sinossi, esattamente quel tipo di strane storie balcaniche che ti fanno ridere, soffrire e riflettere, tutto insieme e senza moralismi. Almeno, lo spero. 


Souvenir- Una storia culturale Rolf Potts   



Mi piacciono i saggi che si concentrano su aspetti generalmente considerati secondari o poco importanti. Temi che invece raccontano il nostro mondo tanto meglio di roboanti studi. Voi le trovate più le cartoline? No, vero? E se vi fermate a pensarci, diventa assai significativo. E' il ceruleo della cultura* 



Moriremo tutti, ma non oggi - Emily Austin


Un romanzo che promette di offrire una nuova una nuova prospettiva sulla morte e la sopravvivenza, con leggerezza e ironia. Pubblicato da una delle case editrici più interessanti del momento.   


Elizabeth Finch- Julian Barnes



La protagonista è descritta come "affascinante senza essere manipolatoria, rigorosa ma mai dogmatica, elegante seppure austera, irriducibilmente anticonvenzionale, eternamente sfuggente: cosí è Elizabeth Finch" e io non ho capito se di una così vorrei essere amica o no. E non sono sicura che leggendo il libro lo saprò, ma vale la pena tentare.   

La grande migrazione- Kari Hotakainer 



Partendo da premesse distopiche ma non troppe, un romanzo che promette di essere oltraggioso e selvaggiamente divertente. Di un autore amato da Paasilinna. Aggiungete il fatto che nessuna pubblicazione di Iperborea che ho letto è stata meno che soddisfacente, e capite bene perchè voglia leggerlo. 


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Codesto solo oggi possiamo dirti

A marzo mi sono messa alla ricerca di una fragranza estiva. 

In realtà il profumo che ho usato la scorsa estate, il Fleur de Figuier di Chabaud, non ha nulla di male, anzi. Ma volevo qualcosa da adorare. 



Ho scelto brand con proposte estremamente diverse ma con in comune una grande cura nel packaging/esperienza di acquisto ed ho comprato alcuni discovery set, certa che per ogni marchio ci fossero più fragranze da amare e almeno una con del potenziale di adorazione

E così iniziato il mio Campionato Olfattivo Estate 2024, composto da Artimique,  Officina delle EssenzeSalum  e  Maria Candida Gentile

Dei singoli brand parleremo in post dedicati. Ma la domanda più urgente è: abbiamo un Campione estivo? Ecco, no. 

Ci sono profumi che mi piacciono, alcuni che mi piacciono molto, altri moltissimo.  Ma una fragranza che urlasse estate, l'estate che voglio io, e che mi soddisfacesse sotto tutti i punti di vista, no, non l'ho trovata. 

E qui mi sono resa conto che non solo con questo Campionato ma in generale, negli ultimi anni, ho speso in Discovery Set una cifra di tutto rispetto. Avrei potuto comprare non solo il Fleur de Figuier (che finirò per comprare di nuovo- e che ironicamente ho scoperto con un Discovery set quando cercavo una fragranza Gourmand) ma anche ben altro. 

E allora la domanda ancora più urgente è diventata: hanno senso i Discovery Set? Sono davvero utili o alimentano la smaniosa sensazione che là fuori ci sia qualcosa di molto meglio e ti fanno restare perennemente in cerca, quasi condannata a non essere mai soddisfatta? 

Snì.

Se vi siete innamorate di una fragranza o di un brand preciso o avete un'idea molto molto molto ma proprio molto chiara di quello che cercate, no, i Discovery Set non sono la risposta alla vostra ricerca. 

Se invece, come me, avete una vaga idea, siete sempre curiose e accettate l'idea che non tutto possa essere amore e non per questo essere meno degno o di valore, assolutamente sì. 

I Discovery Set sono una metafora perfetta della vita: credi di volere una cosa, ne capita un'altra e scopri che era esattamente quello di cui avevi bisogno. O magari no, ma almeno saprai ancora più chiaramente "ciò che NON siamo, cià che NON vogliamo". 




E di questi tempi, non mi sembra poco per niente.  


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Ci hanno detto di non splendere

E' ormai da un po' di anni che la tendenza per la base trucco è tutta luminosità, leggerezza, radiosità. Pare che l'opaco, l'effetto velluto siano consistenze/desideri vetusti. 

A me, solo per convincermi a provare un fondotinta- o prodotto similare dal fuffoso diverso nome- con caratteristiche di leggerezza e luminosità ci sono voluti un bel po' di anni. Ho sempre pensato che non fosse adatto a me, alla mia pelle, alla mia età. 

E mi sono decisa solo perchè ho ricevuto il sample del nuovo fondotinta dell'Estetista Cinica/Veralab. 

Agevolo testimonianza grafica del mio entusiasmo e delle mie aspettative  



Ovviamente, viste le premesse, non poteva che piacermi...  

Non parlo solo del prodotto in questione-che non ho ancora comprato ma è papabile per il prossimo autunno/inverno- ma proprio la tipologia di prodotto in sè

Perchè luminoso non è lucido (poi dici che le parole non sono importanti). 

Ho voluto poi provare - sempre in sample generoso- il Maybelline  Instant Perfector 4 in 1. Su di me meno bello, dalla resa meno perfetta e con un problema di tonalità maggiore. 

Ma anche in questo caso, signore mie: viva la leggerezza, la luminosità, lo modulabilità e soprattutto quei 5 anni in meno sulla mia faccia. 


Ed è così che ho scoperto che l'effetto luminoso mi piace, mannaggia ai glitter che non si smaltiscono.

Ho ripensato con tenerezza infinita alla me ventenne che usava prodotti che si stendevano con la cazzuola, coprentissimi quando aveva una pelle che non aveva bisogno di copertura ma al massimo di po' di correzione di discromia. Sicuramente di tanta accettazione.  

Ci hanno detto di non splendere. E ci abbiamo creduto così tanto che nemmeno nel makeup pensavamo di potercelo permettere.

E' tempo di splendere, senza timori, ovunque e comunque.


  


    

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Buon compleanno

Questo blog ha da pochissimo compiuto 13 anni. 

13 anni di Apostrofi rosa, faccioni, finiti del mese, Postafortuna e molto altro. 

Parlavamo solo di makeup e skincare, poi sono arrivati libri, viaggi, allenamento, alimentazione, abiti e chiacchiere tutte. 

Non potrò mai raccontare quanto, nel pubblico e ancora più nel privato, questo posto significhi per me e di quanto e per quante cose gli sia grata.  

Alcuni dicono che 13 non sia un granchè come numero e nei tarocchi è associato alla morte. 



E quindi voi penserete "eccalà". Ma invece... 

La morte nei tarocchi è simbolo della trasformazione, della rinascita, della liberazione. Tutto cambia e si evolve. 

Mi sembra un compleanno perfetto per questo blog: che è morto così com'era e rinasce, evoluto, liberato, trasformato. 

Io ve lo giuro che non so bene come andrà, di cosa scriverò e parleremo, ma non vedo l'ora di scoprirlo. 




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