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Un tuffo tra i miei libri - 2019

Siccome che il post dello scorso anno fu abbastanza utile ad alcune di voi e utilissimo a me, anche per l'estate 2019 ecco la mia lista di desiderata letture.


Chiaramente, anche per quest'estate mi riservo l' assoluto diritto di leggere più di quanto indicato. O meno. O diversamente. O di pescare tra i libri che porterà Mister Hermoso. Come per il 2018, viaggio in auto e verso lo stesso paesino di sempre (quindi vacanza, non viaggio). Ho tempo e spazio in abbondanza. 

Insomma, questa è una dichiarazione di intenti, non una promessa solenne. Detto questo, vediamo cosa viene in vacanza con me.

Libri V.O. 

J. Rulfo- Pedro Paramo 

Come molte delle mie letture, questo è un consiglio di quell'adorabile creatura che è Tegamini, che a botta di titoli che ho poi amato è sicuramente la mia consigliera preferita. Questo pare che sia un capolavoro assoluto che aprì le porte al realismo magico. Mi dispiace già che siano poche pagine. 

T. Garcia - 7 romans

Una nuova droga e 7 realtà parallele che si intrecceranno solo nell'ultimo dei romanzi. E' stato paragonato a Cloud Atlas per la struttura narrativa. E io sono assai curiosa di scoprire queste nuove realtà. 

M. Shalev - Four Meals 

La storia di Judith e dei suoi tre amanti, raccontata attraverso quattro pranzi negli anni. Il suo libro più famoso è in realtà A pigeon and a boy ma, per irrazionali motivi mi sento attratta da questo. Finirà molto probabilmente che li prenderò entrambi. 

M. Angelou - I know why the caged bird sings 

Questo mi è stato consigliato come un libro che segna il prima/dopo averlo letto. Purtroppo c'è molto slang nel testo e  faccio molta fatica a leggerlo. Magari d'estate e con più calma ci riuscirò. 

J.M. Le Clézio- Diego et Frida 

Un autore che amo racconta la storia d'amore di due tra miei artisti preferiti in assoluto. Una chicca imperdibile (spero).  



I Classici gran riserva

Tomasi di Lampedusa- Il Gattopardo

C'è stato un meridione colto e intellettuale, padrone e dispotico che non ha saputo cogliere il cambiamento del mondo. Questo romanzo lo racconta magnificamente. Le vicende della famiglia Salina sono molto meglio di ogni possibile soap-opera abbiate mai visto.   

F. De Roberto- I Vicerè

Amo da sempre le grandi saghe familiari. Questo romanzo ricostruisce meglio di tanti saggi storici il nostro paese e il risorgimento meridionale. Le vicende della famiglia Uzeda sono molto meglio di ogni possibile soap-opera abbiate mai visto, e due.  

E. Gilbert- Eat, Pray, Love

Paragonato ai due giganti della letteratura qui su può sembrare una nota stonata. Ma questo libro, più di ogni altra cosa, ha aperto la porta sulla mia parte spirituale, porta mai più chiusa anzi sempre più aperta. E mi ha insegnato, tra le tante cose, che il sacro si trova anche nei best seller da supermercato. 

I nuovi (e quasi nuovi) amori

S. Bertola- A neve ferma

Autrice deliziosa, scoperta anche lei grazie a Tegamini. Una verve, un brio, uno stile perfetti. Non è il suo ultimo romanzo, ma tanto li leggerò tutti prima o poi. 

A. Paasilinna - Piccoli suicidi tra amici

Dopo la sua morte lo scorso anno, centellino i suoi libri. Ma almeno uno all'anno me lo merito. Tanto, quando li avrò letti tutti, passeranno alla categoria Classici gran riserva senza dubbio. 





I non si sa mai

A. Camilleri- La forma dell'acqua

Montalbano è un commissario che abbiamo amato in tanti. Non mi pare ci sia omaggio migliore a Camilleri che rileggere la sua saga, iniziando dal primo (ma in valigia metto anche Il cane di terracotta e Il ladro di merendine, che vanno via come ciliegie 'sti romanzi).

C. Henderson- Il libro degli esseri a malapena immaginabili

In un paese in cui la diversità è vista come il male assoluto, mi pare obbligatorio ricordare a noi stessi quanto invece sia preziosa, meravigliosa e stupefacente. 

E. Sanders - Lost in traslation

Per lo stesso motivo di cui sopra, con in aggiunta illustrazioni adorabili e la mia sfrenata passione per le lingue.    

Michael Ende - La notte dei desideri 
F. Burnett- Il giardino segreto 

Ho una sempre maggiore attrazione per le edizioni "per ragazzi". Ci trovo chicche di design e edizioni curatissime. Sarà che dei miei 45 anni all'orizzonte non me ne importa molto, ma compro e leggo queste edizioni con grande soddisfazione. Questi due titoli, sono i prossimi.    

Direi che con questo è tutto.


E ora, molliamo gli ormeggi: si parte. 




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Mrs. Maisel, tell me a joke

Che Amazon e tutte le sue mille appendici Prime sia benedetto*. 

Confesso: ne ha talmente tante e così diverse tra di loro che io periodicamente ne scopro una nuova. Buona ultima nell'intera blogosfera recentemente mi sono data ai piaceri di Prime Video.

La cosa buffa è che mi sono decisa a farlo per vedere Good Omens ma non l'ho ancora visto (aspetto Mister Hermoso, non posso fargli questo tradimento)... così, nel frattempo e per curiosità, mi sono dedicata a una serie che supponevo potesse non interessargli, ossia The Marvelous Mrs. Maisel



L'autrice è la stessa delle Gilmore Girls: questa sua nuova serie dimostra intatto, quando non raschia il barile delle ovvietà e degli inutili sequel/prequel, il suo talento e le sue capacità. 

Io ho visto- divorato- la prima stagione ma ne esiste una seconda e per dicembre è prevista la terza. 

La storia è quella di una argutissima casalinga ebrea newyorkese di fine anni 50, Midge, che scopre nello stesso momento un talento per la stand-up comedy e che il marito- un pezzo di pane, assolutamente incapace di tenere testa a una donna come lei- la tradisce. Anzi, da qui la storia inizia. 

Il resto sono dialoghi con tempi perfetti, battute deliziose, ambientazioni e contesti social-culturali perfettamente ricostruiti e abiti che-ammazzerei-per-poter-indossare



In particolare, l'abito nero. In un mondo in cui era ancora perfettamente ammesso il guanto lungo. Signore mie, cosa non è quell'abito.

     

Adesso che ho divorato la prima stagione, centellino la seconda con grazia e parsimonia di modo da trovarmi pronta all'arrivo della terza. 

O magari per dicembre le avrò riviste già tutt'e due più volte. 




*va costantemente pungolato perché non si trasformi nell'incubo di ogni lavoratore. Ma abbiamo tutti difetti, no? 
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La mia vita da Artonauta

Ebbene sì, sono una felicissima Artonauta. Che non è una forma nuova di viaggiare tra le stelle. O forse sì.




Se non vivete su Marte, questa primavera avrete letto anche voi della collezione di figurine di storia dell'arte. Un bellissimo progetto, finanziato dalla Fondazione Cariplo, che punta ad educare all'arte e alla bellezza usando le classiche figurine. 



Io che credevo che le figurine fossero ormai appannaggio esclusivo di super-eroi americani e calciatori, ho fatto letteralmente salti di gioia. 

Vederlo e amarlo per me è stato tutt'uno: Caravaggio, Monet e Botticelli. Finalmente, parlare del vero Pinturicchio e raccontare di Artemisia Gentileschi a tanti, sottraendola alla nicchia degli addetti ai lavori. E parlare di tutto questo direttamente ai bambini: niente intermediari, niente guide, nessuna lezione ma la possibilità di creare un rapporto non mediato con l'arte. 

Il primo mese è stata una vera caccia al tesoro: album e figurine erano quasi introvabili. Dopo qualche settimana però tornare a casa e trovare le mie bustine di figurine ad aspettarmi nel mobile dell'ingresso è diventata una coccola quotidiana che mi ha fatto tornare bambina. 

Ah, il trionfo assoluto di quando a metà collezione trovi una confezione senza nemmeno un doppione! Ah, la soddisfazione di un'adesione perfetta tra figurina e album! 

Vorrei dirvi che ho scambiato doppioni e giocato con le card ma, ahimè, non ho trovato nessuno con cui farlo e infatti confesso: le ultime figurine mancanti, quando ormai non facevo altro che trovare doppioni, triploni e quadruploni, le ho ordinate dal sito. 

Ma mi sono comunque goduta questo "viaggio nell'arte" in solitaria e davvero mi sono ritrovata a scoprire artisti e opere. 




Cara me adolescente che hai smesso di collezionare figurine perchè "da bambini": non avevi capito niente. Cara me del futuro: una volta Artonauta, Artonauta per sempre. 

Appena arrivano i nuovi album, ricominciamo a divertirci.   




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Quel che non resta-primavera 2019

Mentre valuto di sostituire definitivamente la versione mensile dei finiti con quella stagionale, scopriamo assieme cosa "ha preso il volo" in questa primavera.



Devo dire che ho finito davvero un bel po' di cose. Non mi sono accontentata di finire i sempre presenti Garnier Ultra Dolce o il bifasico Alverde

E nemmeno solo gli ovvi bagno schiuma, qualche maschera viso monouso e i deodoranti Dove e quelli per i piedi Balea. Nè tantomeno mi sono fermata ai sample e ai saponi liquidi. 

Tutto questo, degno di soddisfazione e plauso, non mi è bastato.

Sono andata oltre: ho finito cosmetici e skin care. Rabbrividiamo.

   

Ho finito un contorno occhi Alverde all'Eufrasia, ottimo nel suo rapporto qualità/prezzo, e ho dato fondso all'ennesima confezione di Soft Mousse Touche Essence

Ho finito non una non due e nemmeno 3 ma bensì 4 ciprie 4.Non mi sono accontentata di finire la Yves Rocher Pure Light, ho anche dato fondo a 3 Bourjois: la deliziosa Poudre de riz de Java- destinata ad essere nuovamente comprata, la Flower Perfection e la Healthy Balance. E ho finito un Aqua Blush, sempre Bourjois. Sì, i prodotti Bourjois mi piacciono tanto.

Ho finito il gel struccante Aura Mirabilis di Roger&Gallet: non strucca benissimo ma deterge che è un amore. E soprattutto ha una profumazione, texture e concept che sembrano creati per me esclusivamente.

Ho dismesso, dopo lunga e onoratissima carriera, un ombretto in crema della Pupa Vamp e un Color Tattoo della Maybelline. E ho salutato una mini palette Glossip. Ho finito un mascara colorato della Kiko

Mi sono decisa ad eliminare alcuni pennelli, vecchi e stra usati. E ho spruzzato via una confezione travel di Avene termale. 

Signore mie, un trionfo.  




Chiaramente, molti di questi finiti avevano mesi, se non anni, di vita. Ma sono sempre più vicina alla reliazzazione di quel progetto ambizioso "un prodotto per referenza ma di qualità strepitosa" a cui ormai lavoro da anni. 

So che mi capite, vero? 
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