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Quel che (non) resta - inverno 2019

aprile 15, 2019
Non importa da quanto tempo io non scriva un post, la scatola dei finiti è ormai una presenza costante in casa mia. 

Facciamo un mega recupero, così ho il pretesto perfetto per ciarlare con voi. 



Chiaramente, non prendiamo in considerazione alcuni prodotti che sono presenze fisse: in questi mesi ho finito confezioni su confezioni di Ultra Dolce all'Avena, Deodoranti Dove e prodotti Alverde (struccante bifasico, scrub viso e creme piedi). 

Parliamo invece della presenza dei sample: dopo averli sistemati per tipologia- Marie Kondo colpisce ancora- il passo successivo è stato usarli. Magari c'era il prodotto della mia vita, hai visto mai. 



Ahimè al momento non sono nati grandi amori ma ho sfatato miti e trovato conferme: le creme viso di Vera & The Birds- che ero sicura avrei amato tanto quanto il contorno occhi*- si sono rivelate per me senza infamia né lode, mentre tutte quelle Ahava sono state una clamorosa conferma (se non avessi scorte di skincare enormi, probabilmente comprerei la full size). 

Insomma sì, i sample servono e sono cosa buona e giusta. Ma - nota a me stessa e sono sicura a molte di voi- vanno usati. 

C'è anche- per i miei canoni- un mucchio di make-up. Non tutto davvero finito, ma sicuramente non più utilizzabile. Una cipria Bourjois che ha troppi anni e un colore sbagliato, un primer Catrice decisamente al di sotto della soglia della sufficienza come resa e una travel size del Primer Potion Urban Decay, imbattuto sul podio. E ancora dei mascara Kiko colorati e un correttore della linea 123 perfect CC della Bourjois entrambi più che dignitosi per un uso quotidiano senza effetto wow. E l'ennesima confezione di Soft Touche Mousse di Essence. 


Cioè. Ho finito tonnellate di make-up. Gaudeamus igitur. 



Come se non bastasse, pare io stia vedendo la fine anche dell'assedio dei burro cacao: ne ho finiti ben 3. Due presi al DM di Balea e un Yves Rocher al Macadamia. Li uso in casa come trattamento rigenerante e sono diventati quasi una droga. Ne ho potuto comprare uno nuovo, sempre Yves Rocher ma leggermente colorato*, perché mi serviva. Sono risultati, signore mie. 

E poi ci sono tre prodotti che ho finito e che mi è dispiaciuto davvero. Partiamo dalla Sculpting Mist della Oway: resta in assoluto la migliore lacca che abbia mai provato in vita mia. E' un prodotto caro? Assolutamente sì. Ma vale ogni singolo centesimo. 

Di fascia decisamente diversa invece lo struccante all'oliva preso da DM. Di questo sto usando anche il contorno occhi e ne parleremo meglio a breve*. 

E infine un Latte corpo della BioQ al Gelsomino- mia profumazione preferita in assoluto o quasi. Crema leggera, di facile assorbimento e dal profumo paradisiaco e davvero naturale. Con un prezzo piccolo piccolo e un Inci a prova di talebane bio. 

Ed ecco qui, il mio inverno tra skincare e makeup. Adesso che pare, forse ma senza esagerare, che finalmente arrivi la primavera sarà ora di svuotare la scatola dei finiti e di fare spazio a nuove avventure e chiacchiere, no?   




N.B. Di tutti i prodotti contrassegnati con *, ne riparleremo. Che è un modo come un altro per dirvi che ho tutte le intenzioni di ciarlare a ruota libera sempre più spesso. <3

1 commento

  1. Sullo smaltimento mini taglie e sample penso di poter dire la mia: ultimamente ne ho fatti fuori oltre una sessantina, tra prodotti bagno, shampoo, creme viso e corpo, anche io non posso dire di aver avuto grosse sorprese positive e tutto sommato mi sono evitata un sacco di acquisti meh. L'unico settore su cui mi sono scattate delle pseudo necessità é in ambito profumi: l'aver ricevuto un sacco di sample anche di profumi un po' meno mainstream mi sta facendo ( e mi ha fatto) vacillare. Ho anche io fatto un po' di pulizia nel make-up e ho deciso che su alcuni prodotti scarsini non perderò altro tempo ed energie. Direi che all'accanimento terapeutico mi opporrò d'ora in poi 😁

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