Tutto quello che ho imparato sui tatuaggi, tatuandomi. #inking

Bene. Avete scelto il tatuaggio e il tatuatore. Avete preso il vostro bell'appuntamento, in uno studio con tutti i santi crismi. Non vi resta altro che aspettare, no? Errore! Dovete parlare con il tatuatore. 

Non l'avete fatto? Tornate allo studio e fatelo. Anche se dovrete telefonare x volte (come è stato per me, per una congiunzione astrale sfavorevole) e vi sentirete un po' stalker. Fatelo. Come ho detto l'altra volta, è la vostra pelle che mettete in gioco e, al contrario di un colore di capelli sbagliato, non andrà via con qualche lavaggio in più.

Quindi, anche se avete scelto uno studio molto quotato e un tatuatore con ottime recensioni, chiedete di parlare con lui/lei. Ne avete diritto, non fatevi dire da nessuno il contrario. Aggiungo io: se mentre ci parlate non vi sentite a vostro agio e/o timore NON andate avanti. 

Senza fare inutili retoriche mistiche, il tatuatore fa un lavoro ed è ridicolo pensare che diventerà il vostro migliore amico e/o comprenderà a pieno il senso per voi di quel tatuaggio, sia chiaro: ma, questo sì, dovete avere di fronte a voi un professionista che sia in grado di darvi risposte adeguate, fughi ogni vostro dubbio e soddisfi le vostre- se ragionevoli- richieste ed esigenze.

Dicevamo: avete scelto il tatuaggio, avete fissato un appuntamento, avete parlato con il tatuatore e vi siete intesi. Ora sì, non vi resta che aspettare il giorno x.

Io, come vi ho raccontato, ho scelto due studi molto noti: uno nella mia città natale, lo StudioVentuno, e uno in quella di adozione- Siviglia, il Lucero Tatto, e ho seguito questo percorso in entrambi i casi.  Addirittura mentre ero da StudioVentuno una delle tatuatrici mi ha dato una splendida idea per un tattoo che medito di regalarmi per i miei 60 anni (ma questa è un'altra storia, ne parleremo nel #postink)



Ciò non toglie che il giorno x un po' di timore ce l'avevo comunque. Avevo paura di sentire dolore, che non fossi capace di rimanere ferma e rovinassi il tatuaggio o, anche peggio, che non venisse come l'avevo immaginato. Niente di tutto questo è successo ma credo che sia normalissimo. 

Ve li ricordate i tatuaggi finti che si trovavano nelle gomme da masticare? Ecco, il primo passaggio di un tattoo è esattamente questo. Vi verrà posizionato là dove lo volete e vi verrà chiesto di guardarvi allo specchio, senza nessuna fretta, per essere sicuri che vi piaccia. 

Anche qui, avete dubbi? NON ESITATE. Per il mio secondo, quello fatto allo Studio21, ho cambiato idea circa 6 volte e la santa tatuatrice non ha fatto un plissè, anzi: mi ha incoraggiato a prendere tutto il tempo che volevo per essere sicura. E infatti alla fine l'ho fatto non dove credevo inizialmente- al polso- ma in una zona diversa: interno braccio (dove di solito si fa la puntura per il prelievo). E oggi ne sono felicissima.

E infine, il capitolo dolore. Esistono un bel po' di chart e infografiche  in rete sulle zone più dolorose da tatuare, come questa qui







Ma io direi di non fidarvi di nessuno su questo aspetto: non ci sono regole assolute, fidatevi solo di chi vi dirà così. Lo stesso tatuaggio su persone diverse può essere dolorosissimo come no. 

Nel mio caso, per esempio, posso dirvi con certezza granitica e assoluta che una ceretta all'inguine è più dolorosa. Ma, appunto, mi è stato detto di non dirlo in giro, perché la soglia del dolore è assolutamente personale. E infatti, anche se il piede è indicato come una zona tra le più dolorose io ho sentito davvero poco: ripeto una ceretta è più dolorosa. Quindi, decisamente, non faccio testo (e sono speranzosa per i prossimi, che saranno più grandi). Ma l'ho ovviamente scoperto solo mentre ero al tatuaggio: ero disposta a soffrire, almeno un po', e direi che questa è la disposizione d'animo con cui dovete arrivare al lettino.

I tatuaggi sono le cicatrici che ci scegliamo, vale la pena mettere in conto un po' di dolore. 




(sì, volete vedere i tattos, lo so. Arrivano nella terza puntata, promesso)
   

13 commenti:

  1. Attualmente ho sette tatuaggi, devo dire che ho una soglia del dolore piuttosto alta e in generale non mi hanno fatto male, ma ci sono stato dei punti (vicino al gomito, sul lato esterno del piede e in alcune zone dello sterno)in cui davvero non riuscivo a controllare gli scatti nervosi, per fortuna il mio tatuatore è un santo! ;)

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    1. Io ne ho uno sul lato esterno del piede e non ho provato alcun dolore: nemmeno se ci fossimo messe d'accordo avremmo potuto trovare un esempio così lampante di come sia soggettivo!

      n.b. notato come tutti, ma proprio tutti, quelli tatuati dicono "ho x tatuaggi PER ORA, ATTUALMENTE"? Il tatuaggio è una strada senza traguardo finale;)

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    2. Onestamente ti dico che il primo tatuaggio l'ho valutato, pensato e sognato a lungo prima di procedere. Tra il primo e i secondi (a parte il primo, appunto, ne faccio sempre due alla volta) sono passati diversi anni, dopodichè ne ho fatti due ogni anno/anno e mezzo circa e più passa il tempo, più la voglia di tatuarsi aumenta e non ci sto più a ragionare tanto come per i primi, mi butto e lo faccio. Non so se si tratta di incoscienza tardiva oppure dipende dal fatto che ormai sai come funziona la cosa e non ti spaventa più, ma diventa una smania incontenibile!

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    3. Sì, credo che la prima volta sia comunque diversa: ci sono più timori ed è una cosa totalmente nuova. Poi ne conosci pregi e svantaggi...e ne vuoi altri! Anche io ora sto programmando degli altri...ma sta cosa che chi si tatua poi non smette più com'è? Ci saranno studi in materia no? :D

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    4. Purtroppo è verissimo! A volte mi fionderei dal tatuatore dicendogli: "fai quello che vuoi di me"!

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    5. Io ho un paio di artiste a cui mi affiderei a occhi chiusi...peccato vivano tutte tra Mosca e il vero est europa :(

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    6. Io ho un paio di artiste a cui mi affiderei a occhi chiusi...peccato vivano tutte tra Mosca e il vero est europa :(

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  2. A me piacciono moltissimo i tatuaggi sugli altri :D! Io non sono tipo invece, e lo dimostra il fatto che l'unico che mi era venuto in mente anni fa (che avevo pensato piccolissimo e posizionato sulla nuca, dove si potesse vedere poco: perche' non sono tipo cui piace esternare pensieri in questo modo, odio pure le magliette con le scritte XD!) adesso non lo avrei piu' gradito cosi' tanto. Pero' mi sta piacendo molto leggere di questo tuo viaggio attraverso un mondo che, visto da esterna, mi ha sempre attirata, e aspetto di vedere cosa e perche' hai deciso di tatuarti :)!

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    1. Sono contenta che questi post ti stiano piacendo: l'idea mi è venuta perché ci sono certe cose che ho scoperto "sulla mia pelle" solo al momento e mi auguro che possano essere utili.

      Sul cambiare idea: i miei due tatuaggi- oltre ad essere bellissimi per me- simboleggiano due storie che non vorrò mai dimenticare o smettere di amare. <3

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  3. Vogliamo le fotooooooooo!!!!!! Su dai!!!! FOTO FOTO FOTO!! :-)

    P.S. Chi ha detto che la ceretta all'inguine non è dolorosa? Io l'ho fatta una volta, è stato allora che ho deciso di comprare l'aggeggio a luce pulsata per zone come inguine e ascelle!!

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    1. Arrivano, promesso;)

      (e comunque vedi? la soglia del dolore è personalissima! Certo, magari nel mio caso aiuta aver trovato, dopo anni e anni, un'estetista dalle mani santissime: però non ho mai sofferto tanto come te...)

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  4. Ecco io invece che faccio ceretta all'inguine da sola senza un plissé pensavo di morire (vedi infografica) per il tatuaggio sull'osso della caviglia... Tanto che non ne ho mai fatti altri. Mi dissero che dipende molto dall'ago usato anche (più piccolo più grosso....) ma soprattutto dalla soglia del dolore... Chissà se avrò mai il coraggio di farne un altro.
    Nemmeno io me ne sono mai pentita e ha ben 16 anni... e no NON SONO VECCHIA! :-P

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    1. Ma..ma..ma tu sei madre. Hai affrontato il parto. Adesso un tattoo dovrebbe essere una sciocchezza per te <3 (OVVIO che non sei vecchia, che cosa mi fai mai leggere....)

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