It's a Barbie world?

Lo scorso sabato in un botta e risposta su Facebook ho promesso ad alcune di voi di raccontarvi come ho avuto la mia prima Barbie. Eccomi a onorare la parola data.

A casa mia non sono mai esistiti giochi "da ragazza" e "da ragazzo". La vera preoccupazione era il modello che alcuni giochi potevano, più o meno involontariamente, trasmettere. 

Non dico che avessi soltanto quei tristissimissimi giochi educativi che arrivavano dall' allora oltre cortina sovietica -li avevo, ma non in maniera esclusiva- ma a dispetto dei miei strepiti non ho avuto il Dolce Forno per giocare a fare la massaia ...e infatti ho imparato a cucinare ben oltre i 30 anni. 

Negarmi una Barbie peró sarebbe stato davvero troppo complicato: tutte ne avevano almeno una. E mia madre aveva visto (me lo racconta sempre) i figli dei loro amici - loro sì, avevano solo i giochi tristerrimi- sbavare sui nostri di giochi. Capì allora che la Barbie era un modello con cui fare i conti, e lasciò che entrasse in casa. 
 


Ma la bambola dalle misure più irreali del mondo aveva vinto solo una battaglia, non la guerra. 

Iniziò così una lunga campagna di contro-informazione: che le donne vere non erano così, che non si poteva avere una vita reale occupandosi solo di vestiti e scampagnate, che la Barbie non aveva nemmeno un lavoro e che un lavoro e l'autonomia economica per una donna sono fondamentali. 

La vostra Hermosa un giorno, nel tentativo infantile di difendere quella che all'epoca le sembrava solo una bambola, arrivó tutta felice da sua madre pensando di aver risolto tutto. Vi riporto il dialogo così come lo ricordo, parola per parola:

Io: "Mamma, mamma, la mia Barbie ha un lavoro, non è piú dipendente dallo stipendio del marito" (sì, avevo meno di 10 anni, ma certi meccanismi non mi sfuggivano nemmeno allora)  

Mia Madre: "Bene! E che lavoro fa?"

Io: "La modella" (vedi sopra)

Mia Madre, con espressione di sdegno: "Quello non è un vero lavoro"*

Io: "...."

*vi ricordo che stiamo parlando dei primissimi anni 80. Gli anni delle top model etc etc erano di là da venire.
 
Poi divenne, con l'approvazione di mia madre, insegnante. 


E da allora ho avuto mille mila Barbie, la casa, il camper e credo anche la piscina. Aveva piú scarpe lei che Imelda Marcos. Niente mi è stato negato. 

A distanza di anni, però, i giochi che ricordo con piú piacere sono le costruzioni (ne avevo una con un castello rosa e viola bellissima. E' andata distrutta, perchè ci ho giocato davvero; non è stata messa sotto vetro per conservarla. Per fortuna) e alcuni peluche. A dirla tutta, non ricordo nemmeno di averci giocato con la Barbie.

Se penso a lei, l'unica cosa che mi viene in mente è che volevo sempre un accessorio nuovo e diverso, una continua smania di acquisto. E che il suo pseudofidanzato faceva il saluto nazista, e non ho mai capito perchè. Il che, credo, la dice lunghissima....

Nonostante tutto, sono immensamente grata a mia madre: non tanto per avermi comprato una Barbie quanto, e soprattutto, per avermi insegnato a guardare oltre i glitter
    

62 commenti:

  1. Vi racconto la mia triste storia...
    Io non ho mai voluto una Barbie: i miei giochi erano i Lego e i giochi da tavola. D'altronde non ho mai giocato con le bambole e prendevo per pazze le altre bambine che lo facevano (avevo 6 anni...), fino poi a convincermi che la pazza ero io che non le capivo.
    Qualche anno dopo qualcuno me ne ha regalata una in tenuta estiva, con costume, salvagente e materassino gonfiabile. L'ho chiusa in un cassetto fino a quando verso i 13 anni mi è ricapitata in mano e mentre stavo decidendo se mi piaceva o meno, il mio amato fratellino che stava imparando ad usare le forbici, mi ha fatto a fette tutti gli accessori da mare. Avrei voluto fare lo stesso con lui ma mia mamma me l'ha impedito.
    Questa è la mia unica esperienza con la Barbie. L'unica cosa che avrei desiderato davvero era la Maglieria Magica e ogni anno a Natale ricordo a mia mamma che non sono un'affermata stilista solo per colpa sua. :-)

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    1. Pam, ma tu volevi giochi bellissimi!! Ma per fortuna che non ti sei fatta omologare:)

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    2. Ma non era divertente andare alle feste di compleanno e non saper giocare con le bambole perchè non capivi il motivo per il quale Cicciobello doveva essere il figlio di Barbie mentre Ken combatteva contro un Mini Pony... Certe dinamiche mi erano oscure!! :-)
      P.S. Se trovassi una Maglieria Magica adesso la comprerei subito!!

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    3. Questo forse è vero. Però i Miny Pony come nemico da combattere proprio non ce li vedo ...:D

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    4. Ha poco a che fare con il post, ma mia sorella ed io avevamo la maglieria magica ma non ha mai mai funzionato!!!

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    5. Ciao, anche io ho avuto la maglieria magica che però ho usato solo il giorno di natale e poi è finita nel dimenticatoio... invece la Barbie la adoro ancora adesso infatti ci gioco volentieri con mia figlia e forse piace più a me che a lei!!

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  2. Splendido post, specialmente per quel che hai voluto trasmettere. Hai avuto la fortuna di ricevere un'educazione adeguata proprio in quel periodo della tua vita, quando ancora si è troppo giovani per capire certe tematiche. Io ho avuto più di 40 Barbie (non sto esagerando) una vera e propria legione di donnine in plastica. La mia preferita era di colore, dai lunghi capelli neri e dallo sguardo che io ritenevo empatico (sì, cercavo di vedere oltre la plastica, davo loro delle emozioni per quanto fosse possibile). Inutile dirti che adesso a 22 anni sostengo molte cause anti razziste, specialmente per quanto riguarda le discriminazioni rivolte alle donne in Medio Oriente. Sembra stupido a vederla così, un innocente gioco da bambina può davvero portarti a sostenere una grande causa, una volta adulta? Sì, sinceramente, sì.

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    1. Ti dirò: l'idea di una legione di donnine di plastica mi inquieta un po'...Ma se il risultato è uno sguardo privo di pregiudizi, allora ben vengano.
      (Barbie è stato con il tempo qualsiasi cosa da astronauta a trapezista. In questo senso, forse, ha contribuito a diffondere l'idea che le donne potessero fare qualsiasi lavoro. Giusto per dimostrare che non è che non le riconosca alcun merito...)

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    2. Concordo a pieno, in questo caso la Mattel ha saputo tenere il passo coi tempi :)
      Ovviamente però dipende anche dall'ambiente in cui si cresce ed in particolare dall'educazione che si riceve, quello è insindacabile!

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  3. Io non ho mai avuto una Barbie, neanche Cicciobello o qualsiasi altra bambola: non mi piacevano. Ero una bambina un pò "strana", nel senso che avevo vagonate di Lego, costruzioni, puzzle. Mi divertivo con bicicletta e pattini (da qui si capisce che non sono proprio una giovincella!). Mia madre si ostinava a comprarmi giochi da "signorine" (set per il caffè e il thè, per intenderci) ma li odiavo. Ho giocato moltissimo all'aria aperta, cosa che oggi purtroppo manca ai nostri figli! Un bacio!

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    1. Be'..io avevo una pistola con cui adoravo sparare (ovviamente ai cattivi. E spesso semplicmente al bersaglio, anche nella mia fantasia..). La bicicletta mi piaceva tanto..ci andrei ancora oggi, se non fosse che sono terrorizzata dalle macchine...

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  4. Un bellissimo post, davvero!
    Io avevo circa un'ottantina di Barbie, in parte comprate, in parte regalate, in parte ereditate da cugine, zie e amiche di mamma. Avevo un vero esercito di biondine, ma pochissimi ken.
    Ricordo distintamente che le mie barbie spesso insegnavano, facevano lunghi viaggi..Un po' il mio sogno! Nessuna di loro faceva la mamma: ho sempre detestato persino i bambolotti. Già allora non mi vedevo nel ruolo di madre, ma ricordo che assegnavo a loro sempre un gattino domestico.
    I miei non hanno mai avuto timori di messaggi sbagliati provenienti dai giocattoli: d'altra parte, eravamo negli anni 90 e la Barbie era ben radicata. O forse vedevano che non mi facevo influenzare da nulla: per me non esistevano mode, non invidiavo i giocattoli degli altri e così via. Persino la playstation mi arrivò a sorpresa, un giorno, senza che io l'avessi richiesta: sospetto anche per spirito ludico di papà, ce la siamo contesa per anni, e quante domeniche passate a giocare assieme!

    PS
    Ti consiglio una lettura: La donna perfetta, Storia di Barbie, di Nicoletta Bazzano. Parla proprio delle tematiche che hai illustrato tu nel post! <3

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    1. Credo che gli anni 90 siano stati ben diversi, per molte cose. Ma tu sei una persone bellissima, per cui so per certo che i tuoi sono stati bravi nel fare il loro lavoro e il fatto che abbiate giocato assieme e non abbia usato la Playstation come sostituta babysitter lo dice chiaramente;)

      (grazie del consiglio, lo cerco subito!)

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    2. Grazie tesoro!
      Pensa che questo libro l'ho usato persino per la tesi della triennale..=)

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  5. A me la Barbie piaceva. Più che altro adoravo vestirle, abbinare i vari abitini che avevo.
    Non ho mai pensato al modello "donna perfetta". Per me era solo un gioco, senza messaggi subliminali.

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    1. Dama, è bello che per te sia stato solo un gioco. Come lo è stato per me e per moltissime altre. Io però credo che i messaggi passino attraverso ogni nostra scelta, piccola o grande. E che spesso siano le piccole tante cose quotidiane, più del singolo grande proclama ad essere capaci di influenzarci;)

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  6. A me piaceva disegnare, e stare all'aperto a giocare con le piante, e con i cavalli giocattolo. Odiavo abbastanza la Barbie, ma soprattutto le bambole come Cicciobello. Anzi, se ci penso oggi, trovo molto peggiore, dal mio punto di vista, quest'ultimo.
    Non mi aggrada che per le bambine esista questo must del bambolotto: vedere quelle piccole atteggiarsi già a madri, come se il fine ultimo della vita di una donna sia la procreazione.
    Però queste sono considerazioni che faccio ora; all'epoca semplicemente non mi piacevano; ho avuto qualche Barbie che mi è stata regalata, e già allora pensavo a farla interagire col genere maschile in serenità (ahah, che roba!), ma senza la presenza di figli e figlietti (doppia risata XD) e senza pensare a vestiti e accessori; avevo altre priorità. Quindi rispecchiava quello che sono oggi.
    Tua mamma è stata brava a darti quegli insegnamenti, però è anche vero che spesso la tendenza di ognuna di noi si rispecchia già in quegli anni, senza, come dice Dama, l'intromissione di messaggi subliminali. In fondo è vero che le personalità maschili-femminili siano diverse, e le tendenze ad apprezzare determinati giochi cambino. Io vedo più deleteri i modelli adolescenziali, che quelli infantili, dove un bambino di solito è ancora puramente a sè stante dalle logiche esterne e risente solo dei messaggi familiari. Tu ne sei un chiaro esempio (hai avuto la pupazza, ma insieme anche un insegnamento); io anche; così molte altre.
    Questo fatto delle proporzioni irreali (quali bambole le hanno?) e del messaggio sbagliato, lo vedo fino a un certo punto, proprio per quello che dicevo prima: a quell'età è ancora la famiglia a dettare l'equilibrio del bambino, ergo, per me, il modello Barbie resta solo un giocattolo forse un pò discriminato. Da piccoli sono i genitori i modelli, e i giocattoli, solo giocattoli.

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    1. Che bello il tuo amore per la natura ( e la naturalezza, in tutti i suoi sensi). Sui giochi e i bambini io la vedo in maniera leggermente diversa: durante i primi anni è proprio attraverso la dimensione ludica che il bambino impara moltissime cose e i migliori insegnamenti,anche da adulti, sono quelli che passano attraverso un momento di spensieratezza e divertimento piuttosto che da sermoni e prediche. La Barbie da sola non è nè buona nè cattiva, come ogni cosa: tutto dipende dal contesto e dal senso che le si dà.

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    2. Ti ringrazio ^_^!
      In realtà siamo abbastanza d'accordo, penso, perchè non intendevo sminuire l'importanza dell'esperienza ludica durante l'infanzia. Come ben dici, la Barbie appunto non è nè buona, nè cattiva. Se il contesto familiare è sano, e c'è un buon esempio che il bambino può immagazzinare (non con i sermoni, ma con la semplice realtà che vive e che sente intorno a sè -o dal confronto, come tu ci racconti-), credo che di conseguenza vivrà il gioco in modo leggero e costruttivo. La Barbie per me resta un gioco asettico, che sarà influenzato dal contesto (le ragazze qui, difatti, l'hanno vissuta in modo molto rilassato, mi è parso, senza trarne cattivi esempi). Invece, per fare un esempio estremo, ma purtroppo reale, i fucili a misura di bambino che pare tanto vadano di moda in america sì che li vedo un male; lì non c'è possibilità di trarre buone esperienze, proprio perchè (e ciò va a chiudere il cerchio del mio pensiero), alla base non può esserci un modello genitoriale sano (famiglia unita quanto si vuole magari, ma con problematiche evidenti a livello di morale). Per questo non riesco a scindere il binomio gioco-famiglia.
      Come al solito mi inerpico in commenti lunghissimi, ma è 'colpa' tua che crei discussioni interessanti :D!

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    3. Primo: io non so come dirti che amo i tuoi commenti:)
      I fucili per bambino non sono un giocattolo, sparano davvero e io li trovo semplicemente terrificanti. Come dici tu, il modello di famiglia, per quanto unito possa essere, è evidentemente distorto...Però è vero che spezzare il binomio gioco-famiglia è pericoloso. Insomma, sì, siamo più d'accordo di quanto sembra:D

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  7. Io avevo tantissime Barbie e credo di averne consumate alcune per quanto ci ho giocato! Le vestivo, le facevo lavorare, andare in giro in auto, le pettinavo in maniere fantasiose. Insomma ci facevo un po' di tutto XD.
    Tuttora le conservo, sono nella mia casa di montagna e ogni estate le riguardo. No, non sono malata, semplicemente per me rappresentano tante ore felici della mia infanzia passate in loro compagnia, e nient'altro :) Per me non sono mai state proiezioni di me nel futuro, o della situazione della donna, ma semplicemente giocattoli, con cui giocare sia da sola che in compagnia (ricordo ancora le mie amichette che portavano la loro Barbie quando venivano a fare merenda da me).

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    1. Oddio..sei riuscita a conservarle? Io le ho distrutte tutte :)

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    2. Si, ce le ho ancora tutte! XD Merito del mio animo da collezionista :)

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  8. Scusa, ma da bambina che ha avuto la sua cucina gioco a 7-8 anni senza mai pensare di diventare una massaia in nessun punto della sua esistenza (e senza che mia madre mi facesse certi discorsi, per lei era "tu puoi fare ed essere quello che vuoi, basta che torni a casa la sera e riesci a guardarti allo specchio perchè ti rispetti") non capisco dove stia il problema... Non è negare alla bambina la bambola o la cucina la questione, è darla anche al maschio se la chiede. E dirgli che sarà un ottimo chef (come la bambina sarà un'ottima chef, non massaia) se si impegna.

    E non so se è merito della cucina gioco, ma a 8 anni sfornavo le torte cameo, a 14 ho iniziato a cucinare senza guide, a 26 faccio macarons XD

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    1. PS (assolutamente superfluo): se e quando sarò madre, comprerò subito la cucina gioco (ikea ne fa una splendida, molto unisex) a mio/a figlio/a. una delle cose che ricordo con assoluta gioia della mia infanzia era cucinare dolci con mia madre. se poi mi chiederà bambole o macchinine, avrà poca importanza. l'importante è che non sia troppo viziato (of course) e che sia felice.

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    2. Armadio-cucina a tre anni, ma ora ho problemi a fare la carne D:

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    3. Che dirti? Se è merito del DolceForno se a 26 anni fai macarons, viva il DolceForno. E se è tuo e dei pomeriggi passati con tua madre, viva lo stesso. Come detto, a casa da me il problema gioco da bimbo/a non è mai esistito e io ho avuto la mia bella pistola così come mio fratello i suoi peluche tenerissimi. E io sono grata a mia madre per certi suoi discorsi, anzi, per tutti quelli che abbiamo avuto e continuiamo ad avere.

      p.s. non scusarti per non essere completamente d'accordo con me, non ne vedo il motivo:)

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  9. Avevo delle barbie, ma avevano sempre un lavoro: di solito erano ingegneri e astronaute, quello che volevo fare io da piccola. Poi avevo cicco e le altre bambole ed ero sempre la maestra dell'asilo o il papà. Facevo i vestiti alle barbie, avevo fatto anche una specie di tuta da astronauta.
    Io ho giocato con qualunque gioco possibile, avevo cuginetti maschi più o meno della mia età e giocavamo sempre insieme. Il mio gioco preferito era "far finta": un giorno eravamo dei cow boy, l'altro delle signore che andavano ad un ballo, una volta eravamo in un sottomarino e poi giocavamo anche alla casa, mi divertivo da matti ad organizzare le stanze.
    Ora che guardo i giochi per mia nipote, trovo insensato che ci siano giochi così esclusivamente per femmina e così tanto da maschi. Volevo prendere la valigetta da dottore per mia nipote: o rosa o blu! Da quando uno stetoscopio è rosa???
    Tanto dipende dai genitori, concordo con Tyta, i giochi quando i bimbi sono piccoli sono solo giochi. Spesso esagerano i genitori, il figlio di amici non mangia lo yogurt perché è da femmine e lo vestono solo militare.
    Ps: io il dolceforno me lo sogno ancora adesso!!

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    1. Io chiesi a Babbo Natale lo StendieStira. Mi arrivò un mini asse da stiro con in corredo il ferro nuovo per mia madre. Natale da incubo!

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    2. Come detto già a Tyta: io credo che i giochi non siano solo giochi. Però concordiamo sul fatto che molto, tanto, lo facciano i genitori e certi loro discorsi:)

      Per Valeria: spè spè, perchè Natale da incubo? Non era quello che volevi??

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  10. Che bel post, sono tornata indietro alla mia infanzia *_*
    Vediamo, io non avevo tantissime Barbie e soprattutto non erano superaccessoriate XD La mia preferita era la Barbie ballerina classica, quella super snodata *_* Poi ne avevo una sirena (non poteva mancare) ed una Principessa. Non mi sono mai posta il problema del voler assomigliarle.. Come dire, per me era una bambola, fine della storia XD Comunque giocavo molto di più coi pelouche, oppure disegnavo/dipingevo (e qui si ringrazia mia madre che mi permetteva di pasticciare a qualsiasi ora del giorno, pur di non farmi diventare tv dipendente come molti miei compagni di scuola). Ah, mi piacevano moltissimo i giochi da tavolo, quante risate coi miei cugini! E, per finire, macchinine a gogo XD Alla faccia dei giochi per sole femmine e/o per soli maschi!!

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    1. Dimenticavo ancora: ricordo che non mi piacevano i bambolotti XD Qualcuno me ne aveva regalato uno ma non l'ho calcolato XD Ero (sono?) proprio un tipo da pelouche, io u.u XD

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    2. La sirena mi sa che l'ho avuta anch'io..o forse no e mi confondo:D Disegnavo malissimo e non ho mai imparato, ma mi divertivo un mondo a farlo!

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  11. Bellissimo post, mi ha fatta tornare indietro nel tempo e ripensare a quello che è stato il mio gioco preferito. Ancora conservo tutte le Barbie e i loro vestiti, compresi quelli che ho cucito con mia mamma, bruttini ma i miei preferiti.
    Il fatto che tua madre abbia voluto trasmetterti valori che oggi troppo spesso rimpiango perché totalmente assenti nei ragazzi di oggi (ho 23 anni ma faccio pensieri da anzianotta!), è davvero lodevole, ma io avrei fatto questo senza la "limitazione" di alcuni giochi. :)

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    1. In realtà, non ho avuto nessuna limitazione. Ho avuto mille mila Barbie (e il Dolce Forno credo di averlo chiesto per forse un paio di settimane e poi l'ho dimenticato bellamente) e sinceramente non ricordo gioco che abbia davvero voluto e non abbia avuto ;)

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    2. Allora avevo un po' travisato, chiedo scusa! :)

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    3. E di che? Probabilmente ho aiutato io la confusione citando il DolceForno;)

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  12. anch'io ho avuto le barbie ma anche i lunghi sermoni di mia madre sull'aspetto delle donne/l'indipendenza delle donne/l'emancipazione delle donne e del resto, se adesso penso a cosa farei se mia figlia mi chiedesse una barbie non credo farei diversamente. bellissimo post, davvero, divertente e allo stesso tempo "educativo" ahahah

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  13. Io sono nata nel bel mezzo degli anni '90, sono cresciuta a pane, Barbie e Lego (ogni tanto un po' di Nutella). Avevo una casa delle Barbie, dove vivevano Barbie, Big Jim (non avevo Ken, avevo lui!), la sorella di Barbie e Shelly. E Barbie lavorava, faceva la stilista, la truccatrice, la parrucchiera, la modella (riflettendoci avevo inventato Michelle Phan prima che esistesse D: ), la sorella-senza-nome era un'avvocata divorzista, single convinta.
    Giocavo, credo, mettendo in scena quello che sentivo alla TV. Non mi hanno mai negato nessuna bambola, ma l'unica che volevo davvero è ancora nella scatola: Barbie Magia delle Feste, che somiglia alla regina delle nevi, secondo me.
    Ma mi venivano regalate solo a Natale o al mio compleanno.
    Non sono stata viziata, perché mi è stato insegnato che qualsiasi regalo volessi lo dovevo chiedere quando si può, segnarmelo per ricordarlo al momento di fare la "letterina a Babbo Natale" e aspettare.

    E la mia prima Barbie è stata Pocahontas *-*

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    1. Valeria, posso andare in un angolo e sentirmi sconfinatamente vecchia? Ecco.

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  14. ciao Hermosa! ho letto il tuo post che spettavo XD e tutti icommenti delle ragazze!!! io avrò avuto (e ho tutt'ora) tipo 5 o 6 Barbie, più la dolce famiglia, li come si chiamava, con il ken e i due gemellini.. e il camper di Barbie, ma troppo tardi, perchè per certi giochi a 12 anni sei grande!!! i miei non si sono mai fatti grandi problemi sul messaggio dei giochi, a mia mamma non fregava una cippa che mestiere avrebbe fatto la mia Barbie... la cos ache mi ha colpito più di tutte, forse perchè quando leggiamo le cose che ci colpiascono sono quelle in cui ci riconosciamo, è dove hai detto "ci ho giocato davvero, non è stata messa sotto vetro".. a me è successo il contrario.. mi dicevano, non lo sciupare, tienilo da conto, non lo rovinare, mi ricordo che un intero secchio di Didò l'ho fatto scadere saranno stati 10 panetti colorati per non sciuparlo, per paura di aprirlo... per carità ero uan bambina che non ha mai rotto un giocattolo, se non proprio per disgrazia, ma un pò sta cosa mi è rimasta son sincera... cioè alla fine il mio S3 che mi son pagata da sola dopo aver lavorato un anno e mezzo, me lo son portata al mare e me lo son goduta e ho detto, speriamo non si sciupi troppo con la sabbia, ma è anche vero che al mare ci è venuto, ci ho fatto le foto e ho messaggiato su FB... non so se hai capito cosa voglio dire.. io sono stata una bambina preoccupata di giocare, per non rompere o sciupare i giochi, invece adesso sti figlioli scocciano i giochi e pure la casa, dalle zanzariere ad altri pezzi dell'arredamento.. e in fondo sono i genitori a darti i principali modelli, di ciò che è importante e ciò che non lo è...
    ps... dopo tutto sto pippone.. io avevo la maglieria magica e l'asse da stiro che diceva un'altra ragazza, la maglieria concordo con Arim non ha mai funzionato e l'asseda stiro era diventao il mio tavolo operatorio e nei cassettini avevo le fialette dei campionici vuote dei profumi... AVREI VOLUTO ANCHE IO IL DOLCE FORNO ALBERT!!! quanto era bello *___*

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    1. Io i giochi li ho distrutti. E i libri li sottolineo e ci faccio le orecchie. Curo quello che ho, e qualche volta ahimè cado nell'errore di conservare qualcosa per occasioni specaili, ma in generale cerco di vivere e usare le cose. Come mi diceva mia madre, citando un poeta: è tuo diritto la monelleria :)

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  15. Io ho adorato le mie Barbie e le ho ancora gelosamente custodite in una scatola (e col piffero che le do alle mie bimbe sfascione per il momento!)...però per me non sono mai stati modelli, nemmeno ci pensavo...erano semplici giochi con cui inventare mille storie che duravano ore...io e mia cugina, soprattutto, inventavamo di tutto con le Barbie (che facevano sempre mestieri fighissimi e cose complicatissime)....alla fine ricordo che Ken (uno solo..tanto serviva poco diciamo) era quasi inutile, poraccio! >_<

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    1. :D Effettivamente, Ken era davvero inutilissimo!!!

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  16. La mia infanzia mi ha visto campionessa di acchiapparello e ginocchia sbucciate, perché ho avuto la fortuna di essere bambina in un periodo in cui ancora si poteva scendere per strada e giocare. Mia madre racconta sempre che non chiedevo mai giochi, non li usavo, fatta eccezione per le lego e i pattini. Mi furono regalate due Barbie, ma non ci giocavo, le ricordo sempre abbandonate in un angolo, finché mio fratello non decise di lanciarle dal 5o piano. Tornando al ruolo della donna e delle bambole, mia mamma lavorava e per me era normalissimo che le donne dovessero essere indipendenti, tant'è che nella mia fantasia ogni Barbie era veterinaria, mentre per mio fratello, paracadutista :)

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    1. Che bei ricordi (a parte il lancio dal 5 piano,ehehe).

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  17. Ciao Hermosa,
    ho vissuto nel pieno degli anni 80 e la barbie mi arrivò da una mamma di un'amica, da lì ebbi tutto quello che barbie aveva, avevo la camera invasa da lei e tutti i suoi accessori ( sono figlia unica) e ho passato giornate a giocare con lei. La vestito e svestivo facendogli fare la modella, girando il mondo e divertendosi, ma non l'ho mai come modello di vita, volevo solo il suo guardaroba che credo di aver realizzato in parte nel mio armadio. L'ho sempre vista come un modello di donna indipendente, realizzata ma fisicamente non l'ho mai considerato un modello. Non mi piace il fisico e la sua non elasticità nel muoversi, era un mondo che non mi apparteneva.
    Mi hanno dato la possibilità di sviluppare la mia creatività e la mia fantasia, non so disegnare ma ho imparato a creare con la creta ed accorgermi che di creatività ne avevo da vendere. Baci buona giornata Alex

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    1. Ehhh..vorrei sapere io usare la creta!

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    2. Ciao Hermosa
      è più facile di quanto sembri, se vuoi vedere qualche lavoro lo trovi nel mio profilo di facebook o qualcosina sul blog. Baci

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  18. Io invece avevo le barbie perché me le regalava la mia madrina..
    mia madre le odiava non so perché, forse perché sapevano di finto, di brutto messaggio, non so.
    mia nonna diceva "ma io non so perché la tua madrina quando vede queste orribili bambole te le compra!!"
    ovviamente io adoravo quando la madrina arrivava al compleanno o natale, manco a dirlo...
    Eppure nonostante adorassi le barbie (e per un periodo ne avevo veramente la fissazione, diciamo l'età delle medie, quando le ragazze "normali" pensano ai ragazzi e a andare fuori la domenica pomeriggio xD) sono tuttora la persona meno fashion del mondo, e non mi sono mai truccata prima dei... boh 22-23 anni o giù di lì.
    Io ci giocavo facendo storie che andavano avanti giorni o settimane, mi ci divertivo molto, creavo scene con i mobiletti in cui vedevo queste bambole "adulte" fare forse quello che io avrei voluto fare...
    ah la maestra è stata credo l'unica che mia madre mi ha comprato (si sarà pentita mezz'ora dopo ...)
    non so se sono cresciuta bene, forse sono un po' stupida e superficiale, ma non è colpa dei miei che hanno fatto del loro meglio per evitarmi tutte queste stupidaggini :(

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    1. Violet, ma come ti viene in mente di dire che sei stupida??? Guarda che vengo lì a tirarti le orecchie sai??

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  19. @all: grazie per i vostri bei racconti sui giochi dell'infanzia, è davvero bellissimo leggerli!

    Con questo post non volevo "attaccare" la Barbie nè avevo la pretesa di analizzarne il fenomeno, ed è bellissimo vedere come per nessuna di voi sia stata molto più di un giocattolo da usare nei modi più diversi.

    Sui modelli però, e sicuramente qui pesa anche la mia età oltre che il mio modo di vedere le cose, io credo che tutto sia modello: raramente è il grande esempio quello che ci influenza, molto spesso sono le piccole cose quotidiane, quelle a cui diamo poco peso, che ci restano più dentro e ci influenzano in qualche modo. Ovvio che il sistema Barbie non è infallibile e ci sono moltissime altre varianti da tenere in considerazione...però io il dubbio che agli uomini piacciano le auto e alle donne abiti e trucchi perchè da piccoli ci hanno dato certi giochi piuttosto che altri..ecco, io continuo ad averlo.
    E a mio nipote, regalerò tutto quello che mi chiederà. Ma di mia spontanea volontà riceverà libri, costruzioni, DAS (oddio, esiste ancora?? Diciamo il pongo o qualcosa di simile) :)

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  20. io avevo le barbie e ci giocavo anche... inventavo diverse storie... però le mie avevano un lavoro. mi ricordo bene la mia barbie dentista, e come lei ce ne erano altre con un lavoro "socialmente riconosciuto" (che brutta espressione!!). Avevo le sorelle di barbie (e mi ricordo anche i nomi: stacy, skipper e shelley), le amiche di barbie (la mia preferita della mia collezione era proprio teresa!!), i bambini (ma per me non erano i figli delle barbie, ma fratelli o cugini o vicini di casa o alunni o pazienti -insomma, dipendeva dalle storie!!-) e solo un ken e un altro che usavo come ken ma che in realtà era un action man di mio fratello!! non avevo case, camper o simili, né vestiti e accessori da far mettere loro in continuazione. diciamo che i vestiti che avevano nella confezione li hanno tenuti fino a quando non le ho messe tutte in uno scatolone nel garage (cioè dieci anni fa circa, facevo la prima o la seconda media). per me erano solo un gioco, mi piacevano molto ma come mi sono piaciute tante altre cose (ricordo il geomag e il mastermind)!! pensa che giocavo anche con le macchinine di mio fratello!!! quello che proprio non mi piaceva era Cicciobello. ecco, forse è questa l'unica cosa che mi è rimasta del "tempo dei giochi": con i bambini al di sotto dei 5 anni non ci so fare, non mi ci vedo proprio a fare la mammina!!! ma per il resto non mi è rimasto niente: non sono una che si è soliti definire "barbie", non sono un architetto e non sono un'appassionata di auto!!!
    e anch'io ai miei cuginetti regalerò libri e costruzioni! :)

    ps: grazie al link che hai messo a fb ho scoperto che seguivo "de ornatu mulierum" ma non "hermosa de ornatu mulierum). ho rimediato subito!!! :)

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    1. Vedo che molte di voi le Barbie le hanno usate come mezzo per fare altro..che bello vedere quanta creativitá abbiamo conservato, alla faccia di chi cerca di tenereci chiuse in un modello!!
      ... e i tuoi cuginetti saranno fortunatissimi ad averti;)

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  21. Pure io avevo le Barbie ed erano signorine emancipate: astronaute, insegnanti, guerriere, impiegate.... tutte donne in carriera, soddisfatte ed autonome, con una bella auto, una bella casa e tanti bei vestiti. Mica male.
    Maria Luisa

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    1. E in effetti, non se la passavano per niente male!!:D

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  22. Mi era sfuggito questo bellisimo post!
    Proprio in questi giorni sto leggendo su "un altro gene di informazione" tutta una serie di articoli sui giocattoli e come siano, soprattutto qui in italia, mezzo di distinzione sessuale. La bambina è rosa, con i fiocchi e gioca con le bambole, la cucina in miniatura, lo scopone per il pavimento in miniatura, i trucchi in miniatura mentre i maschietti devono giocare con i robot, le macchinine, le pistole da cowboy e i gormiti etc... Mia madre non era informata come la tua, o meglio forse il suo pensiero non era strutturato come quello della tua ma ricordo che odiava i cartoni animati piagnucolosi come Candy Candy e compagnia bella quindi mi faceva vedere l'alternativa (i robot giapponesi). Ed io volevo i robot, le macchine, i puffi... Bambole ne avevo che mi piacevano due il cicciobello di colore (allora eravamo meno politically correct e lo chiamavo negro...) quello caucasico mi stava antipatico, e una di quelle con i capelli di lana. ... e la barbie.
    Ero variegata nelle mie scelte e non mi sono mai sentita in difetto nei confronti di amichette o compagni di classe... (strano, ora che ci penso...)
    Rispetto a questo gioco dei ruoli la Barbie non è un modello solo negativo, a dispetto delle sue misure irreali.
    Oggi come oggi trovo di averla percepita come una donna emancipata, con il suo lavoro, una sua casa senza essere sposata, un fidanzato piuttosto "boy toy", un'indipendenza economica, la macchina e addirittura il camper.
    Non doveva fare le pulizie, non doveva cucinare o accudire bambini come altri modelli pubblicitari e stereotipi mentali vorrebbero farci credere.
    Io non ci ho creduto e non so nemmeno bene il perchè ma sono contenta che i miei genitori mi abbiano lasciata libera di scegliere senza dirmi che qualcosa fosse "troppo da maschio".

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    1. Nemmeno a farlo apposta in questi giorni, a causa di alcuni lavori che stanno facendo i miei a casa loro, sto scegliendo tra tutti i miei giochi cosa tenere e cosa no... cioè: io avevo la cassaforte di Barbie (e il cavallo, la vasca da bagno, l'armadio, l'apparecchio per le treccie)!! Però di quello ho dato via quasi tutto, mentre il mio Cicciobello nero e le mie Cabbage Patch no, le ho tenute :D

      Sui modelli, sono d'accordissimo. E' vero che la Barbie in fondo negli anni è stata ogni cosa ed era emancipata però credo che siano venute dopo i miei 5 anni (vado a naso, non sono certa).

      (grazie per il bellissimo)

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    2. Dai allora avevano qualcosa di speciale il cicciobello nero e le Cabbage Patch!!! Chissà cosa?
      Il sito è "un altro geneRE di Informazione", avevo dimenticato un opezzo. Trovo che insistano un po' troppo su quanto le i media pretendano di obbligarci ad essere in un certo modo. Io non mi sento obbligata da Enzo e Carla a vestirmi in un certo modo e ritengo di avere una certa critica sulle cose che leggo/vedo ma evidentemente non è così per tutti. Però ci sono spunti di riflessione interessanti sulle tematiche che ho citato!
      :*

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    3. Io le Cabbage le ho amate tanto, ci ho giocato moltissimo (a dispetto del mio poco istinto materno attuale). Sui modelli e le influenza, io credo contino moltissimo soprattutto a livello incoscio. Ognuno avrà i suoi modelli, ovvio, ma tutto passa, anche impercettibilmente. E' per questo che poi la società, nel complesso, muta e considera "normale" una minigonna che ha una lunghezza pari alla larghezza di una mia cintura....

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