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There' s no such thing as a simple life

aprile 22, 2015
Quando ho deciso di vedere la miniserie della HBO "Olive Kitteridge"  non sapevo granché della trama né che fosse tratto da un libro. Mi sono solo fidata di chi aveva prodotto Mildred Pierce e A normal Heart  








Ma quando ho iniziato a vederla ho avuto la piena conferma che era una storia che meritava il mio tempo. Ora. Non sto dicendo che siamo di fronte a un capolavoro che cambierà il vostro modo di vedere il mondo. 

Ma a me la protagonista così spigolosa e dolorosamente schietta è piaciuta. Ho trovato la sua storia la storia di una donna intelligente e forte, che non accetta di mascherare la sua sensibilità e fragilità secondo gli schemi prestabiliti dalle convezioni sociali e ne paga il prezzo: quello di essere considerata fredda e cattiva. Sarà perché io mi ci rivedo molto ma mi ha fatto molta tenerezza questo suo non accettare le convenzioni che vogliono che la dolcezza abbia come unico suo esprimersi l'atteggiamento smielato e da donnetta spaurita (che non a caso è il tipo di donna per cui- ma non vi dirò come va a finire- suo marito prende una bella cotta). 

Mi piacciono il suo rivendicare l'ironia e il sarcasmo, anche verso sé stessa, come armi per affrontare e difendersi dalla bruttezza della vita e la sua consapevolezza, che solo le persone davvero risolte hanno, che certe volte,  nonostante tutto, tocca vivere anche con i rimpianti. E quelli che vi dicono che non è così, mentono. 

Non è una serie allegra e so che ad alcune di voi (ciao Fransis) non è per nulla piaciuta. 

Ma credo che abbia molto a che fare con gli anni che ho: 20 anni fa ho amato Ufficiale e Gentiluomo e forse avrei trovato noiosa questa serie. Oggi trovo Gere una favoletta leggera e molto discutibile e amo questa donna forte e fragile che sa che non esiste una vita facile.  


6 commenti

  1. Non conoscevo la serie e mi incuriosisce. Sul fatto che i gusti cambiano, anche in materia di cinematografia, é un dato di fatto, nessuno é perfettamente uguale a se stesso con il passare degli anni (o, almeno, così dovrebbe essere se non si vuol aver vissuto invano). A proposito della " non facilità" del tema, se così si può dire, temo che la sincerità del sentire e il togliersi la maschera nei confronti degli altri e della propria coscienza siano sempre argomenti che ci costringono a pensare, a fare dei bilanci, a non restare indifferenti e, perciò, sono temi un po' ruvidi, scomodi. Ma pensare e ragionare sono parte irrinunciabile dell'essere umano (ma anche amare ;-)))), poi nessuno di noi é perfetto per cui errori, rimpianti e rimorsi non li può evitare nessuno per quanto ci si sforzi. Come sempre letture e visioni cine/ tv stimolanti, grazie!

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    1. Grazie a te. Io credo che lei sia "disegnata" volutamente così, come a dire: non fidatevi di certi stereotipi...

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  2. La serie non ho avuto il coraggio..dopo due minuti ho spento già te lo dissi. Però aspetto a darti la mia opinione: giuro che nei prossimi giorni mi obbligò a guardarla. Poi ritorno qui a commentare!
    Letto il libro posso dirti che è ufficialmente il personaggio che più ho detestato in assoluto! Non perché sia cattiva, ho amato anche personaggi cattivi a volte, ma perché è cieca e totalmente incentrata su di se! Non c'è niente di male ad essere schietta..ma lei vive in un mondo in cui conta solo la sua percezione della realtà, un mondo in cui non chiede mai scusa, un mondo in cui se qualcosa va storto..beh sono necessariamente gli altri ad essere in torto. È vero sa amare, gli studenti e soprattutto il figlio, ma oltre a non saperlo dimostrare (non sarà la prima ne l'ultima, anche io rientro in questa categoria)..è soffocante e soprattutto egoista: perché vorrebbe che il figlio avesse fatto e facesse determinate scelte non per il bene di lui, ma per la comodità di se stessa! E anche quando sembra migliorare..quando sembra provarci, incastrata com'è in una vita solitaria ed opprimente..preferisce ritornare a negare ogni sua colpa. Poi va beh..il finale non lo commento..trova pane x i suoi denti.
    Insomma guarderò il telefilm, giuro, ma tutto questo rimorso, quest'esame su se stessi io non l'ho trovato in maniera così eclatante..

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    1. In parte hai ragione, è abbastanza certa delle sue ragioni e in alcuni punti (verso il figlio, per esempio) anche troppo. Non è un essere sociale nel senso pieno del termine. Ma a me queste persone fanno molta tenerezza: perchè di solito sono così dure con gli altri ma anche di più con sè stessi. <3

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  3. E' salvata sul mio My Sky!
    Me la guardo e torno a commentare e a finire di leggere il post, saltato per non rovinarmi la visione. :)

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