80 volte 8 marzo

L'italia, per quanto riguarda l'uguaglianza tra uomi e donne, per il 2012, è all'80 posto (su 135 stati) secondo il Global Gender Gap Report. 

Perdete diottrie, lo so. Ma stavolta ne vale la pena

Nel 2011 eravamo al 74 posto, nel 2009 al 72. Perdiamo posizioni, sempre di piú e sempre più velocemente. 

Ci sono molti che stasera ci vorrebbero in discoteca a guardare uno spogliarellista. Poi ci sono quelli che dicono che non c'è bisogno di una festa, chi vi chiederà cosa vi hanno regalato e quelle che davvero credono che questa sia "solo" una festa. E ci sono tanti che credono che solo perchè io ora sono su un treno direzione Bologna, sono troppo superficiale per occuparmi d'altro.   

E, come vi dicevo su facebook un paio di giorni fa, ci sono le aziende che celebrano questo giorno con sconti e offerte per acquisti: quanto siano lontane da noi lo dimostra il fatto che quel mio pensiero sia il mio aggiornamento di stato che ha ricevuto più "mi piace" in assoluto (ed è anche il più condiviso, io vi adoro)

 


Per questo, e molto altro ancora, abbiamo bisogno di almeno altri 80 anni di 8 marzo. 

E nemmeno quando l'Italia sará al primo posto, nemmeno allora smetteremo di chiedere il pane e le rose*. Lo chiedevamo cento e passa anni fa. Non smetteremo. 



Our lives shall not be sweated 
from birth until life closes;
Hearts starve as well as bodies; 
give us bread, but give us roses!

James Oppenheim


*lo so, vi ossessiono con questa canzone. Che posso mai farci se l'adoro??  


8 commenti:

  1. A me è successo davvero ad un colloquio: il colloquio era a porte chiuse nella megavilla del titolare di una piccola ditta. C'ero io e dall'altra parte del tavolo il titolare anziano con la moglie e il figlio ed una consulente (credo fosse un avvocato). Mio marito, allora fidanzato, mi aspettava nel salone. Ero neolaureata ed inesperta e mi fecero restare male perchè dopo un'ora di interrogatori ed umiliazioni mi fecero capire che non mi avrebbero assunto perchè per quanto potessi essere preparata, ero una donna giovane che si sarebbe sposata (vedendo che ero venuta con il fidanzato mi chiesero i nostri progetti per il futuro) e avrebbe potuto fare figli, lasciando quindi il posto vacante, esattamente come aveva fatto quella prima di me, costretta a licenziarsi perchè in dolce attesa. E pensare che era un posto da segretaria in un'azienda di una decina di dipendenti...
    Fosse successo oggi, avrei reagito diversamente!

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    1. Io sono stata molto fortunata nei miei colloqui, e nessuno mi ha mai fatto domande del genere, nè in Italia nè in Spagna. Però conosco molte a cui invece è successo, purtroppo non sei la sola...Un abbraccio forte:)

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  2. Peggioriamo, no ci rendiamo conto?!? Passano gli anni e invece di migliorare noi peggioriamo! Speriamo che bastino Hermy altri 80 anni di 8 marzo, speriamo che bastino!

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    1. Eh ma tanto, ce ne volessero pure 800, noi non ci arrenderemo mica!

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  3. Il tuo status su fb secondo me è stato uno dei pochi ad avere un senso.
    Peccato che il mondo stia andando a rotoli con le idee.
    Mi sono appena unita ai tuoi lettori fissi, ti andrebbe di ricambiare?
    Ne sarei felice :)
    Ti aspetto http://elefantest89.blogspot.it/

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    1. Benvenuta!! Io sono ottimista: abbiamo già ottenuto tanto, otterremo ancora molto:)

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  4. il tuo stato non è da condividere...è da incorniciare!
    quando facevo i colloqui di lavoro e mi facevano quella domanda, mi veniva un nervoso assurdo! e soprattutto mi rendeva furiosa quando erano anche delle donne che ti facevano questa domanda! ma si può????

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    1. Purtroppo sì. L'idea che bisogna scegliere tra lavoro e famiglia è ancora molto diffusa, troppo. Anche per questo da noi non esistono strutture che rendano la vita di una mamma che lavora più facile. L'idea implicita è che devi scegliere, non puoi mica volere tutto come i padri lavoratori....

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