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La donna invisibile

ottobre 04, 2012
Prendete una nota fabbrica di mobili. Così nota da essere diventata uno stile di vita e da potersi permettere nomi assolutamente impronunciabili per i suoi modelli senza nessun contraccolpo.

Esatto, prendete Ikea.

Quella dello sviluppo sostenibile, dell'attenzione al paesaggio, dell'angolo dei bambini, degli annunci pubblicitari illuminati e gay friendly, come questo


 

Di colpo, la multinazionale progressista e illuminata ci cancella tutte.


 
Il Signor Ikea si è già scusato per la gaffe. E ci mancherebbe.

A me resta il dubbio che dichiararsi paldini dei diritti di un target economicamente appetibile sia molto più facile che riconoscere diritti a chi è privato anche di influenza economica....

35 commenti

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    1. Oltre al dispiacere iniziale mi viene da dire -più cinicamente- ma sono scemi?
      Ikea è un brand importante, non potevano davvero pensare di farla franca, si parla sempre delle loro pubblicità.
      A questo punto fai un catalogo diverso per alcuni paesi.
      Non sarei stata d'accordo, per carità, ma mi sembra un errore piuttosto grossolano.

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    2. Esatto.. Credo che si siano accorti solo strada facendo del "problema donna" in certi paesi e abbiano messo una toppa...

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  2. non avevo sentito di questa gaffe...dal punto di vista del marketing, direi che devono rimediare tantissimo al danno d'immagine...e poi viene da pensare, ma come siamo ridotti?

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  3. No, ma davvero? mi cadono le braccia così...

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  4. mah nn lo sapevo...incredibile...che brutta figura...

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  5. ho pensato le stesse cose che hai scritto appena ho letto. assurdo e da paraculi.

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  6. Ummm e quel bambino nella foto chi l'avrebbe portato la cicogna? ma dai, a tutto c'è un limite, le donne non possono essere cancellate, ma che scherziamo! Mi piace un sacco Ikea, sono felice di averla vicino, ma ci credi che mi è un pelino caduta dal cuore?

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  7. Sì avevo sentito di questa più che gaffe una vera indecenza però bisognerebbe cominciare a parlare del rispetto che gli uomini hanno per noi donne in Arabia Saudita cioè zero, una gaffe che nasconde tante altre vergogne dietro di sé.

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    1. Verissimo. Peró qui si legge un po' di ipocrisia in piú, da parte di chi professa tanti bei valori.

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  8. Beh... ma non parliamo del fatto che se l'ikea l'ha fatto una ragione dietro ci sarà? forse forse qualcuno in arabia saudita ha detto loro che mettere le donne lì era sacrilego?

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    1. Certo il problema non è Ikea. Peró avrebbero potuto compiere scelte diverse: dalla provocatoria cancellazione di tutte le persone alla piú semplice creazione di un catalogo ad hoc, con donne velate.

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  9. @all: sia chiaro, Ikea per me resta sempre la santa protettrice delle prime case ( e delle terze e di quelle al mare..dai,di tutte!) e di certo non urlo al boicottaggio. Ma come dicevo a Takiko, avrebbero potuto fare scelte diverse.

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  10. Ho letto un articolo in proposito!
    Però sono d'accordo con Takiko e Barbara: la colpa di quanto è successo sta a monte, nel modo di pensare e di imporre di un paese che considera le donne alla stregua di esseri inferiori. Se non sbaglio, gli è proprio stato imposto di togliere quelle donne, se volevano diffondere il loro catalogo (non ne sono sicura al 100%, ma mi sembra plausibile).
    Certo anche l'Ikea non ci fa una gran figura, eh...

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    1. Anch'io credo che il cambio di catalogo sia stato imposto dal governo saudita. Ma è che la soluzione trovata mi sembra frettolosa e offensiva, degna di "Concetta Mobili" e non di Ikea:D

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  11. Sapevo già di questa cosa... per vendere in un paese si mettono dalla parte dei gay, per vendere nei paese arabi cancellano le donne... che schifo...

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    1. Ecco, questo è un dubbio che è venuto anche a me..

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  12. Da amante quasi ossessivo compulsiva di Ikea ci sono rimasta molto male. Una bruttissima caduta di stile e grande incompetenza da parte di chi cura il settore pubblicità :(

    Più che altro mi viene istintivo pensare che tutte le belle parole per i temi human-friendly siano solo specchietti per le allodole.

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    1. Beh..è ovvio che Ikea guardi ai profitti prima di tutto, non essendo un ONLUS. Ma la caduta di stile resta.

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  13. Onestamente sarò cinica ma non credo mai alle multinazionali che si ergono a paladine dei diritti. Non lo fanno certo per sensibilità, ma perché pensano di ricavarci qualche cosa, e questa storia conferma la mia impressione. :(
    E' facile promuovere i diritti delle coppie omosessuali in europa, ma perché non fanno lo stesso in Arabia Saudita? Ho sono troppo impegnati a cancellare le donne per occuparsi pure di questo? Scusa la tirata ma mi fa inc...... questa ipocrisia.
    Meglio che si limitino a fare il loro lavoro questo punto, ci fanno più figura.

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    1. Che poi, il loro lavoro lo fanno benissimo!

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    2. Cavolo, ho fatto un mare di errori nell'impeto del commento! (Bella scusa)

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  14. Ma dai, non me lo sarei mai aspettata! Ovvio però che anche loro, nonostante l'impressione superficiale che possono dare di essere dalla parte dei più "deboli", in realtà pensano solo al loro profitto! Pensandoci bene però, forse sarei rimasta più colpita se si fossero comportati "bene" anche in questo caso e non come hanno fatto!

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    1. In effetti, se avessero fatto una scelta diversa o accompagnato l'uscita di quel catalogo con un comunicato stampa, forse ci avrebbero guadagnato....

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  15. mosse così mi fanno pensare che il signor Ikea fosse più interessato alle famiglia 'di tutti i tipi' quando gli faceva economicamente comodo, visto che non ci ha messo molto a venire incontro ai 'desideri' degli acquirenti arabi!

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  16. I soldi fanno troppa gola, soprattutto alle multinazionali. La coerenza vorrebbe che una multinazionale paladina dei diritti o non commerciasse in un paese dove i diritti più elementari sono negati, o che almeno cambiasse il catalogo. In tempi di crisi, anche ikea si adatta: costa meno cancellare che fare direttamente un nuovo catalogo. Che schifo.

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    1. Io spero che la richiesta-perchè `e ovvio che il governo saudita l'ha richiesto- sia intervenuta in un secondo momento e che loro abbiano "solo" fatto una scelta frettolosa.

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