Roba da museo

Da ieri sera, madrina di eccezione Anne Hathaway, è on line il museo-archivio di Valentino Garavani.



Che abbia segnato moda e stile in Italia e nel mondo, non c'è bisogno che ve lo dica io.

Vi racconto invece di quando io, ancora taglia 40, provai ad entrare in un abito da sera taglia M di Valentino- rouge, ça  va sans dire- senza risultato.

La commessa, che vide lo scoramento sul mio volto mi consolò dicendomi "Non si preoccupi, Valentino fa abiti per donne che non esistono davvero."

Da allora mi era cordialmente antipatico, fin quando non vidi il film "Valentino, the last emperor": ne viene fuori un ritratto interessante di un mondo e uno ancor più interessante dell'uomo.

Tanto che io e Valentino Garavani abbiamo fatto pace, e gli ho perdonato il suo creare vestiti per donne inesistenti (o quasi). 


2 commenti:

  1. Difficile perdonare a qualsiasi stilista il fatto che creano per donne invisibili, le povere modelle ossute mi fanno davvero pena... Più che vestiti creano opere d'arte di fantasia che andrebbero bene solo in un museo, un gran peccato per degli artisti come loro, senza dubbio interessanti anche dal punto di vista umano.

    RispondiElimina
  2. @Anima: è assai complicato, putroppo...

    RispondiElimina

 

La risata di Piggy

La risata di Piggy
dedicata a Anto

Ovunque proteggi

Ovunque proteggi
Trotula de Ruggiero